Si è spento l’ex assessore Gianni Riccò
Reggiolo: per anni impegnato nella sanità, fu tra i fautori della fusione degli ospedali della Bassa
REGGIOLO. Politica in lutto. Sabato notte, all’ospedale di Guastalla, si è spento Gianni Riccò, per molti anni esponente di primo piano della vita politico-amministrativa di Reggiolo e della Provincia di Reggio. Aveva 82 anni ed era malato da molti anni.
I funerali si svolgeranno questa mattina, alle ore 9.30 con partenza dalla piazza davanti a palazzo Sartoretti per il cimitero locale dove si terrà l’orazione funebre dell’amico Lino Zanichelli, ex assessore regionale Pd.
Riccò lascia il ricordo di amministratore di profonda competenza, di infaticabile impegno e di onestà cristallina, qualità che hanno portato la stima, la gratitudine della comunità reggiolese e della Bassa per le quali si è speso con grande e generosità.
Nativo di Montecchio, si stabilisce a Reggiolo nell’aprile del ’56, quando è assunto in Comune come agente dell’Ufficio imposte di consumo, di cui diventa responsabile nel luglio 1960. Molto attivo nel suo lavoro e attento ai problemi del paese, conosce i bisogni dei cittadini, entra in contatto quotidiano con bottegai e contadini. Quando l’Ufficio imposte viene soppresso, Gianni Riccò è addetto all’ufficio di segreteria del Comune dove segue specialmente i lavori pubblici e l’applicazione delle delibere comunali.
Nel 1960 succede a Giuseppe Setti come segretario della locale sezione del Pci, incarico che occupa fino al 1972 stabilendo un vero e proprio record di durata, dando un decisivo contributo alla crescita del partito a Reggiolo.
Si dedica a un’intensa attività organizzativa e politica, con frequenti riunioni e partecipazioni ad “attivi” di zona e a Reggio Emilia. Siccome gode di larga stima per la sua serietà e il suo impegno, riuscì a far crescere la sezione di Reggiolo, allora una delle più forti della Provincia. Dal 1971 al 1975 è presidente dell’ospedale di Guastalla e, dal ‘72 al ’76, anche di quello di Reggiolo fino a quando questo è assorbito dalla struttura di zona di Guastalla (della quale fu uno dei principali propugnatori) e dalla Usl n.10 di cui Riccò è presidente dal 1981 al 1984.
Alla fine degli anni Settanta, come membro del Comitato di coordinamento dell’unificazione degli ospedali della Bassa, gestisce con grande competenza la chiusura dell’ospedale di Reggiolo e degli altri piccoli ospedali locali: operazione non semplice per l’attaccamento delle popolazioni locali a queste strutture.
Dal 1975 al 1982 Riccò è consigliere provinciale e assessore con delega al personale della Provincia per il collegio Reggiolo-Luzzara e, per le sue capacità e per il prestigio di cui gode, è nominato anche segretario del Pci nella zona di Guastalla, incarico ricoperto dal 30 aprile 1981 al 29 ottobre 1985.
Sulla scorta della grande esperienza maturata in tutte queste attività, è anche stato assessore provinciale alla Sanità, componente del comitato di direzione dell’Usl di Guastalla e responsabile della Sanità nella Federazione provinciale del partito. Per valutare di quale considerazione godesse nel partito, basti pensare che per 25 anni, dal 1975 al 2000, ha fatto parte della direzione provinciale del Pci/Ds. Dal 1999 al 2002 ha guidato l’assessorato ai Lavori pubblici di Reggiolo. Fino al 15 febbraio 2002 ha fatto parte del comitato direttivo dell’Unione Comunale del Pci-Pds.
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