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Strage di Guastalla, chiesta l’archiviazione per tutti

di Tiziano Soresina
Strage di Guastalla, chiesta l’archiviazione per tutti

Per il pm non responsabili il gestore del furgone-rosticceria, chi costruì il mezzo e il benzinaio. Pesa la perizia

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GUASTALLA. Colpo di scena nell’inchiesta sulla strage al mercato del 9 marzo 2013 in cui morirono bruciate vive nel furgone-rosticceria la 27enne Rossana Mango, la madre 49enne Teresa Montagna e la zia 43enne Bianca Maria Montagna. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.6667435:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2013/03/09/fotogalleria/le-immagini-della-strage-al-mercato-di-guastalla-1.6667435]]

A poco più di tre anni dalla tragedia – tre morti, 19 feriti più o meno gravi – il pm Stefania Pigozzi ha chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati, cioè Francesco Mango (unico sopravvissuto della famiglia che gestiva il furgone-rosticceria), Marco Reverberi (gestore del distributore di carburanti in cui si riforniva abitualmente lo stesso Mango) e Giampietro Bolpagni (titolare della ditta di Brescia che allestì il mezzo andato a fuoco).

Una decisione del magistrato inquirente su cui hanno senz’altro pesato gli esiti della perizia poi illustrata in tribunale nel settembre scorso (tecnicamente in un “incidente probatorio”) dall’ingegner Luca Marmo del Politecnico di Torino. Ora gli avvocati che tutelano le 19 parti lese hanno – per legge – venti giorni di tempo per fare opposizione alla decisione del pm Pigozzi.

Nel caso venga fatta opposizione all’archiviazione sarà fissata un’udienza ad hoc in cui verrà discusso il tutto davanti al gip, mentre se nessuno si opporrà il caso sul versante penale sarà definitivamente chiuso (discorso diverso sul piano civilistico relativo al risarcimento-danni, in cui almeno una causa è già stata incardinata dall’assicurazione di un ferito).

Sulla perizia il consulente tecnico Danilo Coppe (che assiste Mango) si era già espresso dopo l’udienza del settembre scorso in cui si era entrati nei dettagli della corposa ricostruzione di fatti e impianti: «Mango è stato additato – aveva spiegato il consulente – fin dalla prima ora come unico responsabile della tragedia in cui ha perso tutto, figlia, moglie, lavoro, salute e rapporti parentali. Molto di quanto detto in aula contrasta con quanto scritto in perizia. Il denominatore comune di tutte le affermazioni a carico di Mango sono frasi come: "è possibile" o "è più probabile". Non c'è nulla di scientificamente dimostrato». Così la pensa anche la procura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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