Gazzetta di Reggio

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È morto Giulio Taparelli illustratore e scultore

di Serena Arbizzi
È morto Giulio Taparelli illustratore e scultore

Correggio: fu alpino al fianco del generale Reverberi nella battaglia di Nikolaevka Pantaleoni: «C’è tantissimo materiale che potrebbe essere portato alla luce»

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CORREGGIO. Uno dei personaggi che meglio hanno descritto Correggio e i suoi abitanti è morto nei giorni scorsi. Giulio Taparelli, classe 1918, era un artista il cui genio si è espresso tramite le sue illustrazioni e sculture. Fu anche sottotenente della Brigata Alpina Tridentina, al fianco del generale Reverberi quando, la notte del 29 aprile 1943, al grido di "Tridentina avanti", i resti della divisione alpina sfondarono a Nikolaevka, in Russia, durante la celebre battaglia, portando in baita i pochi sopravvissuti. Taparelli è morto la scorsa settimana. Per sua scelta, non si è svolto un rito funebre vero e proprio, ma l’incontro tra alcune persone care che gli sono state vicine. Le ceneri sono custodite in un’urna nella splendida dimora in cui ha abitato. Villa Taparelli è uno degli edifici architettonici di maggior pregio a Correggio, in via Carletti, preceduta da un viale punteggiato di pioppi cipressini. «Taparelli aveva trasformato la sua residenza in un museo strabiliante – spiega l’architetto Luciano Pantaleoni, grande amico di Taparelli, con il quale ha realizzato diversi lavori –. Ci siamo conosciuti nei primi anni Novanta perché avevo scoperto che faceva presepi con figure in movimento e mi ero interessato a ciò. Abbiamo sviluppato tanti progetti insieme. Ultimamente stavamo lavorando a una pubblicazione dedicata a un’ottantina creature fantastiche e l’avevamo appena terminata. L’opera si intitola “Fantastiche creature della Pianura padana”, e uno di queste sorprendenti e avvincenti personaggi è la “Bosma”. In un’altra occasione Taparelli si era cimentato nell’illustrare i correggesi della metà del secolo scorso: c’è tantissimo materiale che potrebbe essere portato alla luce. Taparelli mi aveva raccontato più volte della campagna di Russia. Fu anche consulente all’Italcementi. Ma era fondamentalmente un grande artista, illustratore, scultore che ha fatto cose bellissime e originalissime. Dentro la sua villa ci sono stanze intitolate a varie argomenti. È un luogo affascinantissimo, reso molto bello. Questo grande artista aveva la passione di scrivere con degli inchiostri che fabbricava egli stesso. E il suo carattere era piuttosto schivo: faceva le cose che gli interessavano con una dedizione impressionante e si concentrava su quello». Anche il Comune si unisce all’omaggio a Taparelli, salutandolo «con affetto e riconoscenza»”. Tra le opere frutto della collaborazione tra Pantaleoni e Taparelli c’è la “Tombola ed Mingon” del 2010, prodotta da alcune associazioni del volontariato locale e da 9 Comuni per raccogliere fondi a favore delle attività sociali. Giulio Taparelli lascia la figlia Elisabetta.

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