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Ecco l’app che ti rimborsa la spesa

di Ambra Prati
Ecco l’app che ti rimborsa la spesa

Si chiama “T-frutta” e restituisce parte dei soldi su una scelta di prodotti suggeriti

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REGGIO EMILIA. Dallo scorso fine settimana è operativa anche su Reggio - insieme a Parma e Ferrara, dopo Milano, Torino, Bologna - “T-frutta”, la App che ti “rimborsa” parte della spesa. Purché, ovviamente, tu scelga determinati prodotti suggeriti.

La versione 2.0 dei classici volantini con le offerte del supermercato ha avuto i natali in terra emiliana: nata da una start-up dell’Università di Parma, in particolare da Davide Pellegrini, docente dell’ateneo e co-fondatore di “T-Frutta”, si è sviluppata tramite accordi con 25 marchi dell’industria alimentare tipica della zona tra Parma e Reggio (Parmareggio, Grandi Salumifici Italiani, Barilla), ma anche multinazionali non alimentari (Procter &Gamble, Brilla, Unilever, Lavazza e Nivea).

L’idea è semplice: un ristorno immediato in cambio di una spesa orientata, ma con la massima libertà, visto che il cliente può scegliere qualsiasi ipermercato o discount, a patto che lo scontrino sia parlante e possa essere letto dal software. Funziona così: scaricando la App dal sito (www.t-frutta.it) - particolarmente accattivante così come la pagina Fb ad alta reattività - ed eseguendo il login, la App elenca i prodotti soggetti a sconto, con relativa foto. A fine spesa, all’acquirente basta fotografare lo scontrino (elemento fondamentale devono essere ben leggibili i prodotti) per vedersi riconosciuto in un click il credito, che si incassa subito tramite paypall o sul proprio conto corrente.

Un esempio: hai comprato un formaggino Parmareggio, prodotto nello stabilimento di Quattro Castella? L’applicazione ti riconosce 20 centesimi. Il risparmio medio a scontrino, secondo “T-frutta”, si aggira intorno ai 2,5 euro, ma, spiega Pellegrini, «ci sono risparmiatori che hanno accumulato anche 200 euro in un anno». Per ovvi motivi, i fruitori sono soprattutto giovani e smartphone dipendenti. Nonostante qualche eccezione è difficile che un anziano delle vecchie generazioni si metta a “smanettare” con un’app sul telefonino.

«Il nostro obiettivo è rivolgerci da un lato ai consumatori più orientati all’utilizzo di strumenti digitali - conclude co-fondatore di “T-Frutta” - dall’altro alle industrie di marca che cercano nuove modalità di contatto e fidelizzazione del cliente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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