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Ecco le “politiche della felicità”

Ecco le “politiche della felicità”

“Social Cohesion day” da giovedì a sabato: economisti e politici a confronto tra il teatro Cavallerizza e il Palazzo dei Musei

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REGGIO EMILIA. Accoglienza, disuguaglianze, reddito minimo, qualità e innovazione nei servizi educativi, ma anche indennità di accompagnamento e media education: sono numerosi e concreti i temi al centro dei “Social Cohesion Days”, il festival internazionale della coesione sociale, da domani a sabato a Reggio Emilia.

GLI INCONTRI. Tre giornate di confronto e oltre 20 appuntamenti sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell'economia, della politica: dal ministro Giuliano Poletti a Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, da Romano Prodi a François Bourguignon. Un appuntamento, che partirà giovedì per concludersi sabato, spalmato tra il teatro Cavallerizza e il Palazzo dei Musei, che vedrà confrontarsi amministratori locali, politici, insegnanti, intellettuali, giornalisti, esponenti di associazioni, artisti che insieme pensano che “un nuovo modello di benessere sociale è possibile" come recita il sottotitolo dell'evento.

La Politica della Felicità è il tema di apertura al teatro Cavallerizza: Benjamin Radcliff politologo dell'University of Notre Dame, Stati Uniti e Alexander Pacek della Texas A&M University si confrontano sulla relazione tra le politiche pubbliche e la felicità umana all'interno delle democrazie industrializzate. Chiude il festival sabato al teatro Cavallerizza un dialogo su “Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale" tra Romano Prodi, fondatore e presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli e François Bourguignon ex capo economista della Banca Mondiale.

Tra i due eventi altri 20 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti come Riccardo Iacona, Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: immigrazione, inclusione, istruzione, media education, infanzia, integrazione europea.

GLI SPETTACOLI. Si comincia giovedì alle 21 (Teatro Cavallerizza) con lo spettacolo teatrale “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, interpretato da Arianna Scommegna. E’ il racconto di una bambina e di un bambino che tra gli anni ’70 e gli ’80 diventano grandi partendo dallo stesso cortile alla periferia nord di Milano. Bambini che giocavano in cortile a lanciarsi palloncini con dentro le lamette, i genitori “terroni”, le mamme che facevano le pulizie negli ospedali.

Alessandro Leogrande venerdì alle 20 presenta il suo libro “La frontiera”, edito da Feltrinelli (Chiostro del Marmi, Musei Civici): porta il pubblico a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Lo porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa.

La serata prosegue con un dialogo e un concerto: a prendere la “parola” è un musicista in fuga dalla sua patria, la Siria. Alaa Arsheed ha 30 anni, un violino e il passaporto di un Paese che non c’è più. Si esibisce alle 21.30 al Teatro Cavallerizza con la Adovabadan jazz band in un concerto dove le roventi ritmiche dello swing anni venti incontrano le arabesche melodie del Medio Oriente, a prova che l’arte e la musica danzano sopra i confini.

Il festival si chiude sabato alle 21 con una proiezione in anteprima nazionale del documentario “Lampedusa in winter” di Jakob Brossmann. È inverno. Lampedusa, «l’isola dei rifugiati», ha un’aria desolata. I turisti se ne sono andati e gli immigrati ancora rimasti lottano per essere trasferiti sul continente. Dato che il vecchio traghetto che collegava l’isola con la terraferma è bruciato, il sindaco Giusi Nicolini e i pescatori stanno cercando un’altra imbarcazione. Il trasporto dei rifugiati avviene infine per via aerea, mentre i pescatori occupano il porto in segno di protesta. Ora Lampedusa è isolata.
 

Info su www.socialcohesiondays.com

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