Edilizia, Boorea paga la crisi con un rosso di 2,7 milioni
La perdita arriva dopo i salvataggi straordinari di Orion, Cmr e Di Vittorio Bosi: «Fieri del lavoro svolto» e introduce il limite di due mandati alla presidenza
REGGIO EMILIA Boorea chiude il bilancio 2015 con un profondo rosso generato dagli interventi diretti a sostegno delle cooperative delle costruzioni in default. La perdita è di 2,7 milioni di euro, definita però «un risultato di cui andare fieri» da Luca Bosi, il presidente di Boorea Emilia Ovest, che oltre ad aver allargato i suoi confini fino a Piacenza (da qui la nuova denominazione) è destinata ad allargare anche i suoi obiettivi. Non più semplicemente strumento di promozione della cooperazione a livello sia italiano che internazionale, bensì società-veicolo specializzata nel sostegno finanziario delle cooperative minori e delle coop in crisi.
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La perdita è ingente perché determinata da operazioni straordinarie compiute da Boorea a sostegno del prestito sociale. «Tecnicamente abbiamo comprato i crediti dei prestatori sociali dalle procedure concorsuali delle coop edili» ha spiegato ieri Bosi in vista dell’assemblea dei 142 soci di Boorea in programma per oggi (leggi scheda a fianco). «Nel 2015 siamo intervenuti con 2,2 milioni per acquistare il 40% del prestito sociale di Orion» spiega Bosi, «operazione che viene dopo quella che Boorea fece indirettamente su Cmr Reggiolo. Avevamo trasferito 5,4 milioni a Retecoop, società che aveva fatto la stessa operazione rilevando i crediti dei soci di Cmr per il 40% Cmr».
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La perdita deriva quindi dalla svalutazione a bilancio delle quote di crediti rilevate e che valgono quasi zero. La quota del prestito sociale di Orion è stata svalutata del 78%, quella della coop Di Vittorio di Parma è stata svalutata del 95% mentre la Cmr del 67%, l’unica - quest’ultima - la cui procedura ha già restituito la somma residua. «Abbiamo svalutato tutto e subito per avere bilanci specchiati» avverte Bosi: «Il 2015 è l’anno in cui Boorea ha dato sostegno al prestito sociale dopo casi devastanti. Lo abbiamo fatto ricorrendo al nostro patrimonio e a una maggiore capitalizzazione offerta dai nostri soci».
La novità, messa a regime a fine 2015, è la fusione per incorporazione del Csa Parma, centro di servizi di credito che velocizza il cambio di Boorea verso operazioni di carattere sempre più finanziario, dando il via ad altre fusioni. La prossima sarà con la Fincoop Piacenza». Resta ferma l’attività di promozione della cooperazione, anche all’estero, ponte per creare opportunità per le coop socie che vogliono trovare poi eventuali sbocchi potendo contare su contatti consolidati.
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«All'interno di questo quadro, Boorea ha continuato a perseguire gli obiettivi storici della sua mission, destinando quasi 150mila euro al finanziamento di attività di cooperazione internazionale - viene riportato nella nota diffusa ieri - di promozione della cultura cooperativa e di solidarietà sociale sul territorio. Ciò è stato possibile soprattutto grazie allo sviluppo ulteriore delle iniziative di fundraising, dalle quali nel 2015 è derivato oltre il 50% dei fondi destinati a tali attività, anche attraverso il coinvolgimento delle cooperative associate».
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C’è poi il nodo della modifica statutaria, «da me fortemente voluta» dice Bosi, che introdurrà il limite dei due mandati per presidente e vice presidente di Boorea - a partire retroattivamente dal 2014 - e tre mandati per il cda. «Lo vogliamo fare perché questa è una cooperativa di cooperative, rappresenta gran parte delle coop della Lega tra Parma e Reggio - sottolinea il presidente - Dobbiamo cominciare a dare il buon esempio. La turnazione del cda è fondamentale: tutti devono essere in condizione di rappresentare la coop di cui sono soci. E il posto del presidente deve essere il più contendibile. I problemi della cooperazione, non lo nascondo, sono nati anche perché qualcuno è rimasto in carica per 20 o 30 anni. Ora, invece, se vuoi reintrodurre la carica a vita devi ricambiare lo statuto giustificando il perché. Il limite di mandato è già stato introdotto da Coop Alleanza 3.0, la più grande d’Italia, che è stata la prima a mettere in discussione la questione. Noi proseguiamo su quella strada cercando di dare il buon esempio».
Il cda allargato di Boorea in versione Emilia Ovest conta ora 17 consiglieri per un mandato che dura tre anni, in scadenza quindi l’anno prossimo. Tutti i capitoli saranno votati oggi dai soci. L’esito sembra scontato ma per Bosi e compagni si tratta di un momento di sintesi di portata epocale.
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