Fusione dei Comuni: Campellara o Novegnola, che ne dite?
L’idea del “sindaco matto” alla festa “Creazione libera” rilanciata da Carletti al collega Santachiara
NOVELLARA. Sabato e domenica Novellara è stata letteralmente invasa da "artisti, talenti e semplicemente matti" per l'edizione primaverile di "Creazione libera", una delle tante occasioni per stare insieme in modo divertente e creativo promosse da un'associazione di commercianti, "Novellara viva", particolarmente attiva e dinamica.
Nel gremitissimo pieghevole della manifestazioni era indicata una cinquantina di appuntamenti per tutte le età, in rocca, nella piazza maggiore, nella piazzetta del Borgonuovo e nelle vie adiacenti, fra musica, esposizioni, laboratori creativi, folklore, performance teatrali, incontri, sfilate, esibizioni, caricature, giochi, aperitivi, cene, installazioni e così via.
Durante un monologo nella corte della rocca un attore, finto sindaco matto, ha lanciato l'idea della fusione fra i Comuni di Novellara e di Campagnola, proponendo due nuovi orribili nomi: Campellara o Novegnola. Era presente la sindaca Elena Carletti, che prima ha riso e poi, ripensandoci, su Facebook ha girato l'idea al collega di Campagnola, Alessandro Santachiara.
La proposta non sembra all'ordine del giorno, ma la cosa avrebbe anche delle pezze d'appoggio storiche: nei secoli, i rapporti della contea dei Gonzaga di Novellara e Bagnolo prima e del Comune di Novellara poi con i Comuni limitrofi sono sempre stati mediamente buoni, salvo qualche episodio isolato.
Fatta eccezione per Guastalla, che per secoli ha tormentato i novellaresi per questioni di confine, con sanguinose aggressioni armate e congiure, fino alla non mai perdonata ingerenza nella successione dell'ultimo Gonzaga di Novellara, che ha determinato la fine della dinastia e la consegna della contea agli Estensi, con conseguenze economiche e sociali disastrose per i novellaresi.
Durante la napoleonica Repubblica Cispadana, Novellara fu capoluogo di un vasto territorio comprendente anche Bagnolo, Campagnola, Fabbrico e Rolo. Con il ritorno degli Estensi, nel 1815, Campagnola e Fabbrico rimasero compresi nel distretto di Novellara. Ai campagnolesi però questa collocazione non andava bene, e con l'Unità d'Italia ottennero finalmente la desiderata secessione. 
Ma i contrasti fra i novellaresi e i campagnolesi furono sempre essenzialmente di natura pacifica, campanilistica e goliardica, per lo più per storie di ragazze. Fino al fatidico ratto della Corbella, simbolo del Carnevale di Campagnola, rapita nottetempo e tenuta prigioniera per qualche giorno nel sotterranei della rocca gonzaghesca durante il Carnevale del 1955, ad opera di un commando di 4 giovani novellaresi con la complicità di un campagnolese di cui non è mai stato rivelato il nome. Ci potrà mai essere la fusione dei due Comuni? In rocca il finto sindaco matto si è dimesso subito dopo aver fatto la proposta.
Novellara. Dal celtico Nubilaria o culla della nebbia. Novellara è un comune di 13.761 abitanti. Nei documenti più antichi è indicata come nuvelare, nuvolaria e nubilaria. C’è chi fa discendere il nome da nubila/nebula, quindi terra dalle nebbie persistenti. La tesi più accreditata è che discenda dal celtico. Novellara può derivare da due termini gallici: ar, che significa “sopra” e var, “acqua”. In effetti la città si trova in una posizione elevata rispetto ai luoghi circostanti ed è vicina a fiumi affluenti del Po. Altri ritengono che derivi da “nevon airia” bosco di querce, in quanto nel III secolo questo territorio era abitato dai galli Boi, prima dell’arrivo dei romani.
Campagnola. È Comune dal 1859 significa “podere”. Campagnola Emilia è un comune di 5658 abitanti. Il nome del comune si riferisce al termine dialettale “Campagnôla” che significa villetta, podere. Nel 935 venne eretto un castello a difesa della corte agricola esistente, che fece parte dei possedimenti di Matilde di Canossa nel XII secolo e venne distrutto nel 1371 da Bernabò Visconti, signore di Milano. Nel 1633, in seguito alla accusa mossa dall’Impero ai Signori di Correggio di battere moneta falsa, passò agli spagnoli che la cedettero agli Este. Gli Estensi la ressero con la sola eccezione del periodo napoleonico sino al 1859, quando Campagnola diventò comune.
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