Gazzetta di Reggio

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Inquinamento, il 2015 anno dei record

di Ambra Prati
Inquinamento, il 2015 anno dei record

A dirlo è il report dell’Arpa sull’anno appena trascorso. A Reggio, per 123 giorni su 365, sono stati superati i limiti

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REGGIO EMILIA. Il 36,1% della popolazione reggiana (contro un 30% di media regionale) nel 2015 è stato esposto a polveri fini. Un annus horribilis, per quanto riguarda le Pm10: a gennaio e febbraio 2015, in due soli mesi siccitosi, a Reggio «il numero dei giorni meteorologicamente favorevoli all’accumulo di inquinanti sono stati ben 123 su 365, record del decennio», recita il report, che ricorda come per legge non si dovrebbero oltrepassare i 35 giorni solari. Il dato lo si ricava dal rapporto dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa) sulla qualità dell’aria emiliano-romagnola per l’anno 2015, che contiene un focus provincia per provincia.

PM10. Le autorità regionali - in particolare l’assessore all’ambiente Paola Gazzolo - si sono affrettati a vedere il bicchiere mezzo pieno. Luca Torreggiani, responsabile del servizio Qualità dell’Aria Arpa Reggio Emilia e coordinatore regionale dello stesso servizio, esprime un commento tecnico: «Quest’anno, da inizio anno a fine febbraio 2016, viale Timavo ha totalizzato 30 sforamenti, in marzo già oltre i 35: nei primi tre mesi ci siamo già giocati l’intero anno - commenta Torreggiani - finora quest’anno siamo a 67 sforamenti in viale Timavo: tanti rispetto al 2014 (erano stati 50), ma se si considerano gli ultimi dieci anni si può parlare di trend di diminuzione: nel 2007, ad esempio, erano stati 139».

Sempre sul fronte Pm10, a Reggio due stazioni su cinque hanno oltrepassato il limite dei 35: Guastalla/San Rocco con 43 superamenti e Reggio Emilia/Timavo con 67 superamenti. «Non sorprende. Le concentrazioni di polveri sottili sono più o meno uguali su tutta la pianura padana; non importa essere in città o in campagna - commenta Torreggiani -. In più la pianura ovest (verso Piacenza) è più inquinata rispetto alla pianura est non solo perché più lontana dal mare, ma anche perché più vicina alla Lombardia».

BIOSSIDO D’AZOTO. Per il biossido d’azoto - un fattore inquinante tipicamente invernale e strettamente legato al traffico veicolare - a Reggio Emilia «nessuna stazione ha fatto registrare una media annuale al di sopra dei limiti consentiti», afferma il rapporto. «In questo caso su Reggio, non solo nel 2015 ma da diversi anni, abbiamo il pieno rispetto dei limiti normativi. Una indicazione locale importante: siamo messi un po’ meglio rispetto ai vicini Modena e Parma».

OZONO. Sull’ozono «la calda estate 2015 ha favorito alcuni episodi acuti - afferma il report - Luglio il mese più critico: dall’1 al 24 del mese, ogni giorno (con le sole eccezioni del 9, del 10 e del 20) è stata superata la soglia». A Reggio Emilia Emilia e provincia, i record sono stati il 3 luglio a Castellarano (226 microgrammi/m3), Reggio Emilia-San Lazzaro (202 microgrammi/m3) e il 13 luglio a Guastalla-San Rocco (213 microgrammi/m3). Per l’ozono la legge prescriverebbe 25 sforamenti all’anno: nel 2015 60 i numeri oltre il limite in città, 75 a Castellarano e Guastalla 75 - ancora una volta, città inferiore alla provincia. «Se per le Pm10 le concentrazioni riguardano solo la pianura (collina e montagna sono esenti) e se il biossido d’azoto riguarda la città, per l’ozono non si salva nessuno: da qui l’esposizione della popolazione al 100%». Finora il clima è stato abbastanza fresco e questi sono i primi giorni in cui si registrano i primi superamenti, il secondo domenica scorsa. Conclude Torreggiani: «Impossibile fare una previsione dei prossimi tre mesi, le nostre proiezioni non superano i tre giorni. Chiaro però che più sarà un’estate calda, peggio sarà il dato dell’ozono».

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