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prestito sociale

Niente aiuti per Coopsette le consorelle si sfilano

REGGIO EMILIA. C’è chi non ha più soldi in cassa e chi, pur avendoli, è deciso a tenerseli stretti per finanziare il rilancio. Parliamo delle 142 cooperative socie di Boorea, che al momento non hanno...

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REGGIO EMILIA. C’è chi non ha più soldi in cassa e chi, pur avendoli, è deciso a tenerseli stretti per finanziare il rilancio. Parliamo delle 142 cooperative socie di Boorea, che al momento non hanno alcuna intenzione di aiutare i soci prestatori di Coopsette. Troppi gli sforzi già profusi per Cmr, Orion e poi per la Di Vittorio.

Una notizia ferale che avrà un effetto diretto sul futuro dei pensionati e degli ormai ex lavoratori di Coopsette, colosso delle costruzioni crollato sotto il peso dei debiti plurimilionari e la distruzione di un patrimonio che comprendeva anche 10 milioni di prestito sociale. «Tra un salvataggio e l’altro il sistema della cooperazione reggiana ha già messo 50 milioni di euro tra prestito sociale e crediti delle procedure», ha detto Luca Bosi, presidente di Boorea e del gruppo Sicrea, società non cooperativa nata tre anni fa come veicolo destinato a recuperare le attività dall’ex Cmr di Reggiolo. Poi il mondo delle costruzioni è franato e l’azienda è diventata una holding usata come salvagente del settore, con al suo interno diverse partecipate (ex Orion, ex Cdc, ex San Possidonio e altre) che hanno ramificato la catena di controllo in mano a Bosi, uomo della rinascita della cooperazione reggiana, che azzarda ora un cambio di passo. «Nessuno dei nostri soci ha intenzione di usare i suoi soldi per sostenere salvataggi. Per questo motivo ritengo necessario costituire un fondo di solidarietà a livello necessario che in qualche modo “costringa” tutte le cooperative a destinare una percentuale dell’utile al fondo». Una forzatura certamente indigesta, sulla quale Bosi proverà a costruire un’ipotesi di lavoro da presentare a Legacoop e Alleanza delle cooperative. «Coopfond ha raccolto 12 milioni nell’anno della crisi. Dobbiamo mantenere alta la solidarietà e aiutare i soci rimasti senza risparmi». (e.l.t.)

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