«Non vogliamo epurare nessuno»
Fiaccadori, presidente dell’Anpi: per noi le opinioni diverse sono legittime
REGGIO EMILIA. I vertici dell'Anpi non sono scossi dalla contestazione di vecchi partigiani autorevolissimi come Germano Nicolini e Otello Montanari, che si sono pronunciati per il sì nel referendum costituzionale. Ermete Fiaccadori, presidente provinciale dell'associazione partigiana, sottolinea che la scelta del no risulta dal recente dibattito congressuale ed è stata approvata a larghissima maggioranza a livello nazionale e locale. «Nel congresso provinciale - rileva Fiaccadori - sono stato eletto dal nuovo comitato direttivo con 71 voti favorevoli, due astenuti e quattro contrari. Chi mi ha scelto ha tenuto conto del mio pronunciamento oer il no». Lo schieramento dell'Anpi, però, non è aprioristico. L'associazione partigiana non prende posizione contro Renzi, ma vuole ragionare sulla riforma. «Maria Elena Boschi - dice Fiaccadori - ha avuto un'uscita infelice, ma non ci interessa polemizzare. E' troppo importante entrare nel merito del problema per fermarsi sui dettagli. Abbiamo già in programma le prime iniziative, in cui si confronteranno i comitati del sì e del no. Saremo il 3 giugno a un dibattito organizzato dal Pd a Novellara e il 6 giugno a uno organizzato da noi a Scandiano».
L'Anpi rimarca la distanza con i partiti del centro destra, che voteranno no allo scopo di fare cadere il governo. Ma non intende lasciare le cose come sono. «Nei suoi documenti - spiega Fiaccadori - la nostra associazione chiarisce che non vogliamo ingessare la Costituzione. Ci va bene il superamento del bicameralismo perfetto, ma non nel modo previsto da questa riforma». Sono argomenti indigesti per i dissidenti, che Fiaccadori non demonizza: «L'Anpi è un'associazione pluralista, autonoma rispetto ai partiti. Le opinioni diverse sono legittime. Non vogliamo epurare nessuno. La nostra non è semplice tolleranza, ma pieno riconoscimento della pluralità delle opinioni».
Ma il dissenso viene dai vecchi partigiani? «Del comitato nazionale che ha optato per il no - obietta Fiaccadori - fanno parte diversi combattenti. Il dissenso non è una questione generazionale: i partigiani si sono battuti per la libertà e non sono disposti a limitare il dibattito». (l.s.)
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