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Strage di Guastalla, Mango rimane nel mirino del pm Pigozzi

Strage di Guastalla, Mango rimane nel mirino del pm Pigozzi

Il gestore del furgone-grill è accusato di omicidio colposo plurimo Il magistrato ha chiesto l’archiviazione per chi costruì il mezzo e il benzinaio

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GUASTALLA. Rimane fluida la situazione giudiziaria sulla strage al mercato del 9 marzo 2013 in cui morirono bruciate vive nel furgone-rosticceria la 27enne Rossana Mango, la madre 49enne Teresa Montagna e la zia 43enne Bianca Maria Montagna.

Come riferito nell’edizione di ieri il pm Stefania Pigozzi ha preso diverse decisioni relativamente alle tre persone indagate. Il magistrato inquirente ha infatti chiesto l’archiviazione per tutti e tre, ma con dei distinguo non indifferenti.

Per Francesco Mango (unico sopravvissuto della famiglia che gestiva il furgone-rosticceria) è stata chiesta l’archiviazione ma solo per le accuse di lesioni gravi riferite a tre persone ferite che non hanno presentato querela.

Quindi l’archiviazione non è stata chiesta per tutte le accuse come scritto ieri (un errore di cui ci scusiamo con il diretto interessato e con i lettori) e il 57enne rimane ora l’unico indagato per omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni gravi (nei confronti di altri nove feriti che l’hanno denunciato). Chiusa l’inchiesta, ora Mango – attraverso il suo legale – potrà replicare entro venti giorni chiedendo di essere interrogato oppure presentando memorie difensive.

Per il pm Pigozzi devono, invece, uscire del tutto di scena sul piano della responsabilità penale Marco Reverberi (gestore del distributore di carburanti in cui si riforniva abitualmente lo stesso Mango) e Giampietro Bolpagni (titolare della ditta di Brescia che allestì il mezzo andato a fuoco). E adesso cosa succederà? Gli avvocati che tutelano le parti lese hanno - per legge - venti giorni di tempo per fare opposizione alla decisione del pm Pigozzi.

Nel caso venga fatta opposizione all'archiviazione sarà fissata un'udienza ad hoc in cui verrà discusso il tutto davanti al gip, mentre se nessuno si opporrà le posizioni di Reverberi e Bolpagni sul versante penale saranno probabilmente chiuse, anche se il gip potrebbe ugualmente respingere la richiesta della procura. Discorso diverso sul piano civilistico relativo al risarcimento-danni, in cui almeno una causa è già stata incardinata dall'assicurazione di un ferito.(t.s.)

 

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