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Un cippo per don Domenico Orlandini

Un cippo per don Domenico Orlandini

Carpineti e Villa Minozzo ricordano il partigiano “Carlo” nel giorno del suo compleanno

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CARPINETI. Carpineti e Villa Minozzo omaggiano il loro prete partigiano. Oggi è in programma l’inaugurazione del cippo commemorativo dedicato a don Domenico Orlandini, nome di battaglia Carlo, sacerdote e comandante partigiano delle Fiamme Verdi durante la seconda guerra mondiale.

Originario di Poiano di Villa Minozzo, a lungo parroco di Pianzano di Carpineti, durante la guerra ha operato principalmente nella montagna reggiana, uno dei pochissimi sacerdoti a impegnarsi attivamente nella lotta resistenziale.

La cerimonia inizierà alle 10.30 con la messa nella chiesa parrocchiale carpinetana, seguita poi dal trasferimento al parco pubblico del paese per l’inaugurazione e la benedizione del cippo commemorativo e della targa alla memoria di don Orlandini. Dopo i saluti dei sindaci di Carpineti e Villa Minozzo, Tiziano Borghi e Luigi Fiocchi, si concluderà con gli interventi del vicepresidente dell’Alpi Elio Ivo Sassi e dei docenti Paolo Gandini e Giuseppe Giovanelli.

L’iniziativa si svolge nell’anniversario della nascita di “Carlo”, nato il 25 maggio 1913 da una famiglia di socialisti prampoliniani. Dopo gli studi al seminario di Marola e le prime esperienze episcopali, nel 1941 diventa parroco della sua Poiano e lì stringe forti rapporti con un altro sacerdote antifascista, don Pasquino Borghi, poi fucilato dai fascisti nel 1944. Prima dell’armistizio, la parrocchia di Poiano diventa luogo di rifugio per sbandati e fuggiaschi, italiani come prigionieri di guerra stranieri.

Dopo l’8 settembre 1943 decide di unirsi alla Resistenza, diventa uno dei coordinatori nella montagna reggiana tenendo i contatti con le truppe alleate. È il fondatore e comandante della 284esima brigata Fiamme Verdi “Italo” e a fine conflitto viene premiato con la Victoria Cross britannica per l’aiuto ai tanti soldati inglesi fornito negli anni precedenti.

Negli ultimi anni della sua vita, dopo tanti cambi di sede, viene destinato alla piccola parrocchia di Pianzano, dove rimane sino alla morte, giunta il 18 ottobre 1977 e dove è tutt’ora sepolto. (adr.ar.)

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