Vita segnata dall’incontro con don Amos
Dopo un grave fatto di sangue visse con il sacerdote (ucciso da ignoti nel ’90) che lo citò nel testamento
REGGIO EMILIA. La morte di Davide Benoni è un’altra parentesi che si chiude in una delle vicende più dolorose accadute nella Reggio Emilia del dopoguerra: l’omicidio di don Amos Barigazzi, cappellano dell’Ospedale psichiatrico giudiziario e parroco di Montericco.
Benoni aveva infatti uno stretto rapporto con il sacerdote, anche grazie al quale era riuscito a ritrovare la libertà e a riprendere un posto nella società. Davide Benoni, infatti, più di trent’anni fa era stato responsabile di un grave fatto di sangue, l’uccisione della famiglia (in Trentino) al rientro da un difficile periodo di lavoro in Libia. L’episodio lo portò anche al ricovero all’Opg dove appunto entrò in contatto con don Barigazzi, tanto da essere accolto dal sacerdote nella sua canonica al momento dell’uscita dalla struttura di internamento.
Un rapporto che si protrasse a lungo senza motivi di dissidio fino a quando Benoni finì per legarsi sentimentalmente a una parrocchiana, cosa che provocò la rottura dell’amicizia con il prete e l’inizio di una nuova vita familiare.
Il destino di Benoni venne segnato però da un ulteriore tremendo episodio di sangue, cioè l’omicidio dello stesso don Barigazzi, freddato a colpi di fucile nel garage della canonica nell’ottobre del 1990. Il caso suscitò scalpore in tutta Italia e la polizia e i carabinieri condussero per mesi e mesi indagini che portarono alla scoperta di un clima avvelenato che circondava tutta Montericco, a causa della decisione del sacerdote di impegnarsi nell’assistenza agli ex internati. Vennero battute una infinità di piste, dalla vendetta di qualche ex recluso ai pesanti dissapori interni alla parrocchia. Furono sequestrate armi ma non si riuscì mai nè a individuare quella usata per l’omicidio nè un movente preciso.
Ovviamente a più riprese in questi anni la vita di Benoni ha finito per essere passata al setaccio, considerando anche che in tempi abbastanza recenti (nel 2010) la procura di Reggio ha riaperto l’inchiesta e che il caso risulta tuttora aperto. La morte di don Amos Barigazzi rimane ancora oggi un caso irrisolto.
Quanto fosse stato un tempo forte il legame fra Davide Benoni e il prete lo si scoprì all’apertura del testamento spirituale del parroco. «Ai miei fratelli e sorelle – scriveva il sacerdote – alla Elide (la sua collaboratrice domestica, ndr) e a Davide (se ancora è con me) dico: non piangete, pensatemi felice».(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
