Gazzetta di Reggio

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Pd, le spine nel fianco del giovane Costa

di Leonardo Grilli
Pd, le spine nel fianco del giovane Costa

Mafia, sfiducia nelle istituzioni e populismo. Il segretario provinciale Dem spiega le sfide che la politica sta affrontando

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REGGIO EMILIA. Infiltrazioni mafiose, calo dei tesseramenti, recupero di un’identità politica che a volte sembra dimenticare le sue origini. Questi sono alcune delle problematiche che affliggono il Partito democratico. Non solo a livello nazionale ma anche, e forse di più, qui a Reggio Emilia. Di più perché il nostro è un territorio di Resistenza e di partigiani, di accoglienza e solidarietà, da sempre governato dalla sinistra e che della sinistra è stato ed è un laboratorio di cambiamento.

Di tutto questo è consapevole Andrea Costa, da più di due anni alla guida della Segreteria provinciale del Pd: «La fiducia ai partiti è al 5%, gli italiani hanno perso il senso del significato e dello scopo di una costruzione partitica. E noi questa fiducia dobbiamo ricostruirla, partendo dal locale, dalla storia reggiana e dai 58 circoli provinciali. L'appartenenza ormai non è più per tutta la vita, però possiamo e dobbiamo accompagnare i cittadini per un pezzo di strada, in modo che si rivolgano a noi sui problemi specifici». Per fare questo però le scissioni interne, i dibattiti fratricidi e l’opportunismo dell’ultima ora vanno abbandonati. «Anche tra di noi - continua Costa - si rischiano scivolamenti, l'opportunismo a volte ci impone di non combattere alcune battaglie. Ed è difficile non cedere ai populismi. Ma i diritti non sono negoziabili. Se una battaglia è impopolare e mi fa perdere voti va combattuta lo stesso, senza paura, come nel caso delle unioni civili». E una questione spinosa, che sicuramente voti non fa guadagnare, è quella delle infiltrazioni mafiose. Che come testimonia il processo Aemilia esistono, e sono forti, anche a Reggio Emilia. E a un tratto «non basta più fare le cose bene come si sono sempre fatte - prosegue il segretario - non basta più erogare servizi ed essere innovativi, dobbiamo far sì che tutta la nostra azione politica sia illuminata dal faro della legalità. Coinvolgere in questa battaglia gli altri attori che recitano sul territorio». Coinvolgimento e collaborazione che sono fondamentali anche in un altro grande processo di cambiamento: la creazione dell’Area vasta. «Non mi interessa che Mantova sia in un’altra Regione - conclude Costa - l’Area Vasta andrà pensata anche superando gli attuali confini amministrativi. Solo così si potrà creare quella sinergia economica che farà bene ai cittadini e alle imprese. Insomma, il Pd deve recuperare la sua identità, incarnando sì lo spirito riformatore senza però dimenticare se stesso e da dove proviene: da una storia che poteva contare su una grande partecipazione e su decine di migliaia di tesserati. Questo siamo, e dobbiamo tornare a essere».

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