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Prestito sociale, a Reggio bruciati 70 milioni di euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Prestito sociale, a Reggio bruciati 70 milioni di euro

Federconsumatori dice sì al fondo di solidarietà ipotizzato da Bosi (Boorea) Trisolini: «Ci stiamo già lavorando. A luglio in città gli stati generali, poi il varo»

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REGGIO EMILIA. I crac delle cooperative hanno bruciato nel giro di pochi anni risparmi per oltre 100 milioni di euro a livello italiano. Si tratta dei soldi affidati ai forzieri delle coop dai soci lavoratori e dai pensionati delle coop, svuotati però da liquidazioni, procedure concorsuali e fallimenti, che hanno travolto soprattutto l’edilizia. Il dato notevole, però, è che solo a Reggio il prestito sociale andato in fumo è di 70 milioni di euro tra i crac Cmr Reggiolo, Orion Cavriago e, soprattutto Coopsette di Castelnovo Sotto. Tre punti di riferimento delle costruzioni in Italia sparite dalla scena e che hanno generato una crisi di settore e di tenuta a livello di cooperazione. Dati raccolti dal neo costituito coordinamento nazionale dei prestatori sociali beffati dalla crisi, al quale partecipa anche Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori Reggio Emilia, che appoggia l’idea di costituire un fondo di salvaguardia abbozzata dal presidente di Boorea Luca Bosi. «La nostra associazione, esprime particolare soddisfazione rispetto a tale proposta - dice Trisolini - Condividiamo il bisogno impellente di tutelare questo tipo di risparmio, che caratterizza una parte consistente del risparmio nella nostra provincia. Da diversi anni la Federconsumatori di Reggio si occupa del prestito sociale andato in fumo a seguito del susseguirsi, incessante, dei crac cooperativi. Tali fallimenti, particolarmente gravi nella nostra provincia, ci hanno resi uno dei territori più colpiti d'Italia, proprio per questo è dal nostro territorio che si leva questa richiesta, da più voci».

Anche per questo, il 1 luglio 2016, si terrà un convegno nazionale organizzato dalla Federconsumatori e dal coordinamento nazionale dei soci cooperatori proprio a Reggio Emilia, al Centro Loris Malaguzzi. «Ci saranno anche il vice ministro Morando, i vertici nazionali di Legacoop e Confcooperative con i quali si affronterà proprio questo argomento - annuncia Trisolini - L'intento, a seguito di un dibattito condiviso, è quello di produrre una proposta concreta, efficace, tutelativa del risparmio cooperativo, da affidare nelle mani di Morando perché se ne faccia promotore presso il governo. Da diversi mesi stiamo elaborando un documento che si dirige in questa direzione, dove il focus centrale è la costituzione del fondo, ma a questo nucleo importante affianca altre questioni dirimenti legate al prestito sociale: ad esempio le regole che ne disciplinano oggi il sistema di vigilanza, le garanzie dello stesso, la finalità, la trasparenza nella gestione della cooperativa e nelle informazioni offerte ai soci. Una prima idea è quella di aumentare di un punto percentuale il vincolo del 3% dell’utile delle coop versato annulamente a Coopfond. Soldi da reimpiegare poi nel fondo».

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