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«Ridiamo un lavoro ai 6 mila cooperatori lasciati a casa»

«Ridiamo un lavoro ai 6 mila cooperatori lasciati a casa»

REGGIO EMILIA. Oltre la crisi fa capolino una “ripresina” a cui la cooperazione offre un sostegno con investimenti su progetti condivisi anche con l'imprenditoria privata. Se la cooperazione vuol...

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REGGIO EMILIA. Oltre la crisi fa capolino una “ripresina” a cui la cooperazione offre un sostegno con investimenti su progetti condivisi anche con l'imprenditoria privata. Se la cooperazione vuol essere parte di una ripresa, che si baserà soprattutto sulla crescita della domanda interna, sia il presidente di Legacoop Emilia Romagna Giovanni Monti, sia il presidente di Boorea e Sicrea Luca Bosi hanno convenuto che i modelli del passato vanno rivisti e ci deve essere la capacità di rimettere in discussione schemi e alleanze. «Se qualcuno ha delle idee, siamo a disposizione abbiamo anche qualche risorsa da investire» ha ripetuto Giovanni Monti indicando nella necessità di ridare lavoro ai 6mila dipendenti lasciati a casa una delle priorità della cooperazione. Un obiettivo a cui si aggiunge la restituzione del prestito sociale «perché per i nostri soci quello è il loro risparmio e non un investimento», ha detto Luca Bosi. A discutere su come uscire dalla crisi e sul contributo delle cooperative emiliane alla ripresa economica del Paese, sono stati ieri al Tecnopolo i due esponenti del mondo cooperativo assieme all'economista Francesco Daveri dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, coordinati dal nostro direttore Stefano Scansani.

Proprio Francesco Daveri ha sintetizzato lo scenario economico del prossimo biennio sostenendo che «la ripresa sarà diseguale tra i settori e che ha reagito meglio alla crisi che crescerà di più rispetto alla domanda interna. Anche l'export resta fondamentale per il nostro Paese ci vede stretti tra paesi Usa e Germania che hanno una maggior produttività e quelli dell'Est Europa che hanno un costo del lavoro molto più basso. La ripresa è lenta ma c'è e bisogna agire» è stata l'esortazione del professor Daveri raccolta dai due dirigenti coop. «Noi dobbiamo fare la nostra parte avere dei progetti e chiedere agli altri di collaborare. Dobbiamo avere un' idea di cosa vogliamo fare e interpretare la società oggi che ci vede il modo diverso», ha concluso Monti, consapevole che la crisi che ha investito in regione e nella nostra provincia alcune grandi coop ha lasciato tossine nei soci e nella comunità reggiana. (r.f.)

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