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Disperso nella golena del Po, è salvo

Disperso nella golena del Po, è salvo

Luzzara, un 45enne del posto in preda al panico ha telefonato al 112. Intervengono carabinieri, Saer e vigili del fuoco

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LUZZARA. «Aiuto, mi sono perso. Non so dove mi trovo, sento rumori di motoseghe da lontano ma non riesco ad orientarmi». Drammatica telefonata al 112, ieri pomeriggio, intorno alle 15, da parte di un 45enne di Luzzara, che dopo aver lasciato l'auto nei pressi della golena del Po, in via Fogarino-Manfredini, balzata alle cronache durante la piena del fiume nel 2013, si era perso tra i boschi. L'allarme, scattato immediato, ha fatto arrivare sul posto i volontari del Soccoso Alpino per la ricerca persone e tre squadre dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, Guastalla, e dei volontari di Luzzara con il sostegno dell’elicotterro dei vigili del fuoco di Bologna.

Sul posto è arrivata anche un'ambulanza della Cri di Guastalla. L'uomo si era inoltrato in un bosco nei pressi dell'Isola del Peccato, sembra per fare legna, ma non riuscendo più a trovare una via d'uscita, stanco e spaventato, ha telefonato, con il suo cellulare al 112. Il carabiniere che ha ricevuto la chiamata ha cercato di farsi dare dall'uomo alcuni punti di riferimento che potessero indirizzare i soccorritori al suo ritrovamento.

L'oasi “Isola del Peccato” era balzata all'attenzione della cronaca nell'ottobre del 2010, quando un cacciatore mantovano s'imbatté nel cadavere di un uomo poi identificato in un 56enne di Villastrada di Dosolo (Mantova) infermiere all’ospedale di Guastalla che era scomparso da casa da una decina di giorni. Come il 45enne luzzarese sia arrivato, a piedi, in quella zona resta un mistero. Sembra comunque, che dopo aver parcheggiato l'auto al Fogarino, abbia camminato per alcuni chilometri tra i sentieri della golena e si sia perso tra i boschi. Per fortuna, dopo circa tre ore di affannose ricerche, l’uomo è stato avvistato e i soccorritori, guidati via radio dai vigili del fuoco, sono riusciti, non senza difficoltà, a raggiungerlo, è stato “verricellato” dall’elicottero e portato al sicuro. Era stanco, provato e assetato. L'uomo, una volta ristabilite le forze e visitato dal medico, ha rifiutato il ricovero in ospedale. (m.p.)

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