Due denunciati per la ricettazione di mezzi agricoli
VETTO. Avevano sperato di ricavare circa 8.500 euro vendendo attrezzature agricole, ma purtroppo quello che doveva essere un guadagno si è rivelato una perdita, perché l’acquisto si è rivelato una...
VETTO. Avevano sperato di ricavare circa 8.500 euro vendendo attrezzature agricole, ma purtroppo quello che doveva essere un guadagno si è rivelato una perdita, perché l’acquisto si è rivelato una truffa. Si sono infatti concluse con due denunce per ricettazione ed appropriazione indebita le indagini di carabinieri di Castelnovo Monti, a seguito di fatti del maggio 2015.
Un cittadino di Vetto, che aveva deciso di vendere alcune sue macchine agricole, aveva denunciato di essere stato truffato, in quanto a seguito della compravendita aveva ricevuto in pagamento un assegno a vuoto dell’importo di 8.540 euro. Per questa truffa i carabinieri di Castelnovo avevano denunciato in stato di libertà uno scandianese 39enne già noto per i suoi trascorsi giudiziari.
Le indagini, comunque, non si erano fermate all’accertamento della sola truffa: i mezzi agricoli acquistati con l’assegno scoperto, un “giro ranghinatore” e un “girello spandifieno”, non erano stati rinvenuti all’epoca della denuncia.
Mercoledì la svolta: gli investigatori nonostante il periodo trascorso, non avevano smesso di seguire la vicenda, e questo ha consentito loro di ritrovare i due attrezzi agricoli, sebbene per renderne difficile il riconoscimento fossero state alterate le caratteristiche costruttive (era stata strappata la targhetta sulla quale la casa costruttrice aveva punzonato la matricola).
I mezzi erano nella disponibilità di due agricoltori del luogo. Le indagini, in particolare, hanno potuto accertare come i mezzi fossero stati acquistati prima da un coltivatore diretto 60enne, abitante a Castelnovo Monti, il quale successivamente ne aveva “barattato” uno, il “giro ranghinatore” il cui valore commerciale si aggira attorno ai 2.000 euro, in cambio di una fornitura di rotoballe di fieno, baratto perfezionato con un operaio 36enne sempre del luogo. Una volta rinvenuta la merce, messa sotto sequestro probatorio i carabinieri hanno proceduto a segnalare quanto verificato all’autorità giudiziaria. Ora il 60enne dovrà rispondere del reato di ricettazione mentre il 36enne di quello di acquisto di beni di sospetta provenienza. (l.t.)
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