Gli operai incrociano le braccia nelle fabbriche della provincia
REGGIO EMILIA. È muro contro muro tra Fim-Fiom-Uilm e Federmeccanica e Assistal per il rinnovo contratto nazionale dei metalmeccanici. Per questo a Reggio le tute blu si fermeranno martedì prossimo,...
REGGIO EMILIA. È muro contro muro tra Fim-Fiom-Uilm e Federmeccanica e Assistal per il rinnovo contratto nazionale dei metalmeccanici. Per questo a Reggio le tute blu si fermeranno martedì prossimo, 31 maggio, per un primo sciopero provinciale di quattro ore (a fine turno), che rientrano nel pacchetto di mobilitazione nazionale. Iero si sono fermate la Argo Tractors di Fabbrico e quella di San Martino, la Emak di Bagnolo, la Emmegi di Fabbrico, la Immergas di Lentigione, la River di Brescello. Oggi, invece, tocca alla Lombardini, alla Brevini, alla Spal di Correggio, alla Argo Tractors di Luzzara, alla Walvoil di Bibbiano, Rcf e alla Revifa di Fabbrico. «Federmeccanica e Assistal, dopo sei mesi di trattativa, continuano a restare immobili su posizioni non accettabili e impediscono l'avvio di un vero negoziato», spiegano Sergio Guaitolini della Fiom-Cgil di Reggio, Giorgio Uriti della Fim-Cisl Emilia Centrale e Jacopo Scialla della Uilm-Uil. «Non vogliono riconoscere - aggiungon - l'aumento salariale alla stragrande maggioranza della nostra categoria e vogliono penalizzare chi in questi anni ha svolto la contrattazione nei luoghi di lavoro». Le controparti «vogliono cancellare il contratto nazionale».
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