Referendum, Vecchi si schiera per il “si”
Il sindaco supporta Renzi e la riforma. Sui problemi sollevati da Costa: «Correnti interne? La discussione è indice di libertà»
REGGIO EMILIA. Totale appoggio al Governo Renzi e sostegno incondizionato alla riforma elettorale. È un Luca Vecchi molto più politico del solito quello che si è schierato apertamente per il Si al referendum di ottobre. Il sindaco di Reggio Emilia detta quindi la linea e tira le fila di un Partito democratico che, tanto sul nazionale quanto sul locale, è spaccato come non mai. Non usa il condizionale, non parla in politichese, il tempo delle sue frasi è sempre l’imperativo: «Adesso è il momento di impegnarsi in modo molto forte sulla campagna referendaria in favore del Si. Questa è una riforma sicuramente perfettibile ma è in gradi di dare importanti risultati. Supereremo il bicameralismo perfetto, ridurremo il numero dei parlamentari, renderemo più agevole il processo legislativo».
E a chi accusa il Governo si star martoriando la Costituzione risponde: «Dobbiamo abituarci a tenere fermi i principi fondamentali della Carta senza per questo vedere come un tabù riformare il funzionamento complessivo del sistema istituzionale. Abbiamo un Governo che da due anni sta lavorando intensamente sul Paese. Ha ereditato una situazione difficile ma sta provando ad affrontare dei nodi storici italiani, nella scuole come nel mercato del lavoro e sui diritti civili. Renzi è il mio premier oltre che il mio segretario di partito e a lui va il mio pieno e determinato sostegno».
I problemi nel Pd però ci sono. Anche a livello locale, come ha sottolineato il segretario provinciale Andrea Costa ieri intervistato dalla Gazzetta. Infiltrazioni mafiose, correnti interne, posizioni diverse rispetto a quelle dei partigiani. Una serie di sfide a cui la sinistra è chiamata a rispondere, soprattutto qui nella nostra terra dove governa da più di 70 anni. «A volte portiamo la discussione un po’ troppo sopra le righe - scandisce Vecchi - ed è giusto il richiamo all'unità fatto da Costa. Ma è anche vero che la discussione è un indicatore di libertà. Le correnti interne? Reputo un valore il confronto fra sensibilità diverse». Diverse come quella dell’Anpi, che si è schierata contro la riforma costituzionale: «La campagna referendaria non deve essere una guerra civile. I partigiani sono tutti uguali, il dissenso ce lo hanno insegnato loro con le loro battaglie e io guardo con molto rispetto sia i si che i no».
Nessuna mancanza di fiducia nella politica emerge invece dal calo dei tesseramenti, ma si tratta solo di «un dato fisiologico. Nel ’900 le sezioni organizzavano una parte importante della società, oggi l'opinione pubblica si costruisce in tante altre forme. E un’opportunità per essere più incisivi sulla vita dei cittadini viene proprio dalla riforma: Reggio, grazie a progetti quali il Core o la Mediopadana, potrà davvero diventare un grande capoluogo di Area Vasta». E questo nonostante uno dei problemi più spinosi per il nostro territorio, le infiltrazioni mafiose: «Non stiamo sottovalutando la questione - conclude il sindaco - ma stiamo combattendo giorno per giorno. Ad esempio con le firme sui protocolli antimafia per la gestione degli appalti».
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