Salvo il lupetto Ulisse Ma probabilmente non torna col branco
Ligonchio: era stato soccorso da tre escursionisti e dal Wac Potrebbero fallire i tentativi di reinserirlo nella natura
LIGONCHIO (REGGIO EMILIA). Può sembrare una storia a lieto fine, ma gli esperti del Wolf Apennine Center, l’unità del Parco nazionale del Parco nazionale dell’Appennino per lo studio e il controllo del lupo, sono rimasti con l’amaro in bocca: un cucciolo di lupo è stato ritrovato abbandonato e soccorso da tre escursionisti: è stato salvato, ma è stato impossibile reintrodurlo in natura, per cui è stato accolto in un centro specializzato per la fauna selvatica, ed è destinato alla vita in cattività.
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A spiegarlo è una nota dello stesso Wolf Appennine Center: «Lunedì 23 maggio siamo stati avvisati del recupero di un presunto cucciolo di lupo di pochi giorni, trovato nel pomeriggio della domenica da tre escursionisti sul crinale al confine tra Emilia Romagna e Toscana. I tre escursionisti inizialmente hanno lasciato il cucciolo dove era, consapevoli che la madre potesse essere nei dintorni, ma ripassando per lo stesso tratto di sentiero due ore più tardi il cucciolo si trovava ancora lì; temendo che fosse in difficoltà lo hanno dunque portato a valle, per poi allertare il Corpo Forestale dello Stato (al numero 1515), il quale ha consigliato loro di conferire l’animale al Centro di Recupero Animali Selvatici più vicino, cioè a quello gestito dall'Associazione Amici degli Animali di Russi (Ra)».
«Come Wolf Appennine Center – prosegue la nota – ne abbiamo dato tempestiva comunicazione al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone con il quale abbiamo una consolidata collaborazione».
Il cucciolo è stato trasferito a quest’ultimo centro nel primo pomeriggio di lunedì. Lì lo staff si è adoperato per allattare e custodire il cucciolo mentre i tecnici del Wac, dopo diversi passaggi, sono riusciti a risalire ai tre escursionisti per identificare il luogo esatto del ritrovamento e tentare il prima possibile la reimmissione del cucciolo in natura.
«Il pomeriggio del 24 maggio – prosegue la nota del Wac – il cucciolo è stato riportato esattamente dove era stato raccolto anche grazie alla piena collaborazione di chi lo aveva trovato. Anche dal punto di vista logistico l’operazione è stata piuttosto complessa, l’area del ritrovamento infatti era in un luogo impervio e raggiungibile solo con diverse ore di cammino. Nel tentativo di valutare la presenza del branco nella zona, sono state effettuate alcune emissioni di wolf-howling (l’ululato del lupo, ndr) e posizionate alcune fototrappole per documentare l’eventuale passaggio di lupi e l’auspicato, seppur difficile, ricongiungimento. Si è trattato di fatti di un tentativo estremo, essendo ormai trascorsi almeno due giorni dalla separazione del cucciolo dalla madre. Purtroppo nella mattinata del 25 maggio, al controllo del sito, il cucciolo si trovava ancora lì ed è stato dunque definitivamente recuperato. L’ipotesi più plausibile è che la madre stesse trasferendo i cuccioli da una tana ad un nuovo sito e spaventandosi abbia lasciato per alcune ore il cucciolo lungo il sentiero».
Concludono i tecnici del Wolf Appennine Center: «In considerazione del fatto che non sono stati trovati segni di presenza recenti riconducibili a lupi adulti, a distanza di così tante ore dal prelievo in natura del cucciolo con ancora gli occhi chiusi, la scelta è stata dunque quella di non fare ulteriori tentativi che avrebbero messo definitivamente a rischio la vita dell’animale. Allo stesso tempo questa storia lascia l’amaro in bocca poiché il cucciolo, ribattezzato Ulisse, è destinato inevitabilmente alla cattività. Il ritrovamento insegna ancora una volta che i piccoli di fauna selvatica, anche quando apparentemente in difficoltà a occhi inesperti, spesso stanno solo aspettando la madre e non vanno toccati né spostati, pena compromettere per sempre il loro ritorno in natura».
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