Fusioni, ora Iren fa sul serio e punta 60 milioni su Atena
Sale al 60% nell’azienda di Vercelli: è la più grande aggregazione dopo Enìa-Iride L’ad Bianco: «Stiamo accelerando, a breve altre operazioni di consolidamento»
REGGIO EMILIA. È la più grande operazione di fusione dopo lo storico matrimonio del 2010 tra Enìa (nata nel 2005 dall’unione tra Agac Reggio Emilia, Amps Parma e Tesa Piacenza) con Iride (società che nel 2006 aveva riunito Aem Torino ed Amga Genova). Sei anni fa quella fusione portò alla costituzione di Iren, che torna ora ad allargare in maniera determinata i suoi confini puntando ben 60 milioni di euro - oltretutto cash - su Vercelli per assicurarsi la maggioranza dell’ex concorrete Atena spa.
Così facendo Iren (assistita da Gianpiero Succi di BonelliErede in qualità di advisor legale) allarga i suo confini industriali e il suo raggio di influenza verso nord-ovest. Tramite la controllata IReti, la società energetica e dei servizi partecipata dai comuni reggiani insieme a Torino, Genova, Parma e Piacenza ha incrementato infatti in queste ore la partecipazione nel capitale sociale di Atena spa passando dal 22,7% al 60% della società, che ha recentemente incorporato Atena Patrimonio.
Atena è la multiutility della provincia piemontese, che si occupa anch’essa di acqua, energia e rifiuti. Il risultato, successivo all’accordo quadro stipulato tra Iren e il comune di Vercelli il 21 dicembre scorso è stato ottenuto tramite la sottoscrizione da parte di IReti di un aumento di capitale pari a 50 milioni di euro, deliberato dall’assemblea di Atena spa. Il 21 dicembre (contestualmente alle assemblee straordinarie di Atena spa e Atena Patrimonio che hanno deliberato la fusione tra le due entità) e l’acquisto da parte di IReti, dal Comune di Vercelli, di quasi 2 milioni di azioni di Atena spa corrispondenti al 7,9% del capitale sociale della società post fusione, per un importo pari 10,47 milioni di euro. Non certo bruscolini, ma una pesante fiches necessaria per portare a compimento quel processo di consolidamento del settore verso le quattro grandi multiutility Iren, Hera, A2a e Acea, candidate ad assimilare la gran parte delle municipalizzate poco patrimonializzate e quindi - secondo anche le indicazioni del governo - non in grado di investire adeguatamente nelle reti e nello sviluppo quindi del sistema paese. «La chiusura dell’operazione - ha dichiarato il presidente di Iren Paolo Peveraro - favorirà anzitutto il rilancio industriale di Atena». «L’acquisizione della quota di maggioranza in Atena - ha commentato Massimiliano Bianco, amministratore delegato del Gruppo - si inserisce in un più ampio programma di presidio territoriale che ha subito nell’ultimo anno un’accelerazione rilevante. Nel prossimo futuro sono previste ulteriori opportunità di aggregazione e consolidamento che verranno attentamente valutate ed eventualmente colte se in linea con la struttura patrimoniale e finanziaria di Iren delineata nel piano industriale».
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