Messo in ginocchio con pistola alla testa
Enrico Loschi: «Subito ho avuto paura, poi ho reagito e li ho inseguiti. Uno l’ho quasi preso: mi ha spruzzato dello spray»
REGGIO EMILIA. Un blitz all’alba, all’orario di apertura, con due banditi che sotto la minaccia di una pistola fanno inginocchiare l’edicolante; ma quest’ultimo reagisce e li mette in fuga. Il colpo è stato messo a segno ieri mattina ai danni dell’edicola di via Samoggia 12, a San Prospero Strinati, da un uomo e una donna mascherati. «Ho agito d’istinto, mi spiace solo non averli presi», racconta Enrico Loschi, 67 anni, marito della titolare Maria Luisa Bertoli, in quel momento solo nel negozio.
«Erano le 6, avevo appena aperto e disinserito l’allarme. Stavo uscendo per fare le consegne dei giornali, quando ho visto entrare due sconosciuti mascherati: ho subito capito le loro intenzioni e sono arretrato».
I due, un uomo con una maglia scura e pantaloni grigi e una donna in tuta e maglietta, portavano sugli occhi una sorta di maschera nera in tessuto che ne copriva i tratti fino al naso. «L’uomo è venuto verso di me, molto agitato, e ha intimato, con forte accento dell’Est: “Pezzo di merda, ti ammazzo, mettiti in ginocchio”. Mi hanno colto di sorpresa, mi sono inginocchiato proprio qui, davanti all’espositore dei fumetti, mentre il bandito mi puntava la pistola alla testa».
Pistola con tutta probabilità fasulla, ma funzionale allo scopo. I due hanno arraffato la borsa dei Gratta e Vinci (valore circa 5mila euro). «All’inizio ho avuto paura e sono rimasto fermo per qualche secondo – prosegue Loschi – poi però mi è montata la rabbia e ho reagito. Mi sono alzato per fermarli, loro sono subito fuggiti».
I banditi quindi non hanno avuto il tempo di rovistare né di guardare nel fondo cassa, dove c’erano circa 300 euro in spiccioli. Sono scappati sulla sinistra rispetto all’ingresso, infilando un marciapiede che dà sul retro del condominio, con dietro Loschi che li inseguiva. «La donna aveva già scavalcato la cancellata, salendo sul muretto. L’uomo era vicino all’albero: lo avevo quasi preso, quando lui ha tirato fuori una bomboletta spray, gettandomi gas urticante sugli occhi, per due volte».
Tanto è bastato per fermare l’inseguitore e consentire ai due di attraversare la strada sul retro, prendere le biciclette appoggiate sotto il porticato di una palazzina in via Bellotti 2 e dileguarsi. Quando, pochi minuti dopo, Loschi ha chiamato la moglie e i carabinieri, i militari hanno subito eseguito un sopralluogo nel quartiere, ma dei banditi nessuna traccia. L’edicola non è dotata di telecamere e non ci sono altri testimoni, a parte Loschi. L’edicola di via Samoggia aveva già subito quattro furti negli ultimi dieci anni, l’ultimo dei quali pochi mesi fa, quando i ladri avevano forzato le slot. «Ma questa è la prima volta che subisco una rapina».
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