Beffato dalla macchinetta dei vigili
Gli “ingoia” 20 euro senza renderli. «Colpa di Til, compila il modulo e poi chissà»
REGGIO EMILIA. Prima cornuto perché vittima di un incidente stradale, poi mazziato dalla macchinetta automatica della polizia municipale che, per un difetto di impostazione, gli ha “fregato” 20 euro. «La macchinetta non la gestiamo noi bensì Til – fanno sapere dal Comune –, abbiamo già segnalato il malfunzionamento, ma non hanno ancora provveduto».
È la storia di Massimo Toschi, 43 anni, reggiano che nell’aprile scorso era stato coinvolto, suo malgrado, in un incidente stradale: in via Bismantova un africano in scooter gli aveva danneggiato seriamente l’auto, tentando poi di scappare. Trattenuto dall’automobilista, all’arrivo della polizia municipale si comprese il perché: lo straniero era senza assicurazione. Così Toschi aveva pagato 1.200 euro di tasca propria per ripristinare la macchina, rivolgendosi in seguito all’avvocato Alessandro Conti che gli ha consigliato di accedere al fondo vittime della strada per farsi risarcire, almeno in piccola parte, l'esborso economico. Due giorni fa Toschi si è quindi recato al comando della polizia municipale per prendere la copia degli atti amministrativi, indispensabili per accedere al fondo: costo degli atti 40 euro, da pagare in anticipo nella macchinetta automatica posta al piano terra, all’esterno di via Brigata Reggio. «Ho inserito i primi 20 euro, una banconota vecchia, ed è andata bene – racconta Toschi –. Quando ho tentato di inserire gli altri 20, una banconota nuova, il marchingegno li aspirava ma li ributtava subito fuori; ho provato più volte, finché un "bip" ha segnalato che il tempo era scaduto e dalla fessura è uscito uno scontrino riportante la dicitura “Rivolgersi allo sportello per il reso”».
Chiedendo lumi al personale all’interno, Toschi ha appreso che la macchinetta non accetta le banconote da 20 euro nuove; e prima ha risolto il problema pagamento («sono andato in un bar per cambiare e inserire altri 20 euro nuovi»), poi si è recato al piano di sopra per ritirare gli atti. «A quel punto ho chiesto che mi venissero restituiti i soldi, perché avevo speso 60 euro anziché 40 – prosegue il cittadino – e mi è stato risposto che la Municipale non dispone di una cassa, non è autorizzata a fornire resti e quindi dovevo compilare un modulo di rimborso indirizzato al Comune. Ho impiegato un’ora del mio tempo per compilarlo: dati personali, codice fiscale, codice Iban, fotocopia della carta d'identità». Alla domanda quando arriverà il rimborso, «l'agente mi ha detto che non aveva la più pallida idea – commenta Toschi –. Ora, io so che 20 euro non sono una somma ingente e magari chissà quanti altri avranno lasciato perdere. A me però ha fatto arrabbiare: già ho avuto la sfortuna dell'incidente, questo episodio mi è parso l’ennesima beffa. Mi chiedo: può funzionare così il servizio al pubblico? Ci vuole molto a mettere un cartello che avvisi “non accetta i 20 euro nuovi”, considerando che quelle banconote sono in circolazione da più di un anno?». E ancora: «Quando ci arriva una multa il cittadino deve pagare subito, quando invece è in credito con il Comune di pochi spiccioli deve attendere non si sa quanto tempo».
Il municipio, da parte sua, replica che «la compilazione del modulo è indispensabile; per ottenere un rimborso, occorre avere una pezza giustificativa».
Il meccanismo è gestito da Til, ma non è possibile affiggere un cartello?
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