«Cormo, sì all’ingresso di privati»
San Martino in Rio, sindacati contro Legacoop: «In questi mesi non ha fatto nulla»
SAN MARTINO IN RIO. «Chiediamo ai vertici di Legacoop che, siccome non hanno combinato nulla in questi mesi, nonostante le tante promesse, si adoperino per trovare una soluzione che preveda l’ingresso di un privato, così come era stato ventilato in passato».
Non si arrendono i lavoratori della ex Cormo, divenuta poi Open.Co, dopo la fusione con la modenese Coop Legno.
Nel corso di una riunione molto partecipata che si è svolta allo stabilimento di San Martino in Rio - quello che, secondo il piano industriale elaborato dalla società Serramenti Core avrebbe dovuto chiudere in vista della riorganizzazione regionale del comparto – i lavoratori hanno lanciato una nuova istanza a Legacoop.
«Ci hanno chiesto che al prossimo tavolo regionale, che attendevamo per maggio, ma che, a questo, punto, sarà a giugno, venga fatto presente che, pur di preservare l’occupazione e di mantenere attiva una realtà come la Cormo, una volta leader di comparto, Legacoop si impegni ad appoggiare l’entrata di un soggetto privato – spiega Rudi Zaniboni di Cgil – Visto che gli esponenti di Legacoop non hanno combinato nulla per agevolare una soluzione alla grave crisi in cui è sprofondata la Cormo, che almeno si adoperi per favorire altri investitori. Questo con l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro qui, a San Martino in Rio. Al contrario di quanto, soltanto pochi mesi fa, era stato previsto dal processo di riorganizzazione».
Ormai sulla vicenda Cormo sono stati istituiti più tavoli regionali. Più momenti di confronto dopo cui, però, non si riesce a uscire dal limbo in cui questa realtà della cooperazione, fiore all’occhiello del settore dei serramenti, è sprofondata.
«Sono state fatte tante promesse e i lavoratori ne hanno sentite di cotte e di crude – continua Zaniboni – siccome tra le varie ipotesi si era profilata l’opportunità di un privato, si insista per questa strada che sarà senz’altro appoggiata dai lavoratori». La crisi che da qualche anno si è abbattuta sul settore dei serramenti riguarda almeno 500 lavoratori in tutta la regione, la maggior parte dei quali fanno parte di Open.Co. Tra loro, tantissimi lavorano all’ex Cormo da svariati anni in qualità soci e con la grave situazione che si è venuta a creare hanno perso, oltre all’impiego, la somma investita inizialmente. Se la situazione peggiorasse le ricadute sul contesto sociale del paese sarebbero gravissime, dato che molti dipendenti sono residenti a San Martino in Rio. (s.a.)
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