Gazzetta di Reggio

Reggio

«Fra il buio pesto e i bivacchi passare di qui fa paura a tutti»

di Luigi Vinceti
«Fra il buio pesto e i bivacchi passare di qui fa paura a tutti»

Giudizio unanime dei cittadini sulle condizioni della zona davanti al teatro Municipale Una esercente: «Alle 21 è il coprifuoco, abbiamo timore anche a restare da soli a pulire il bar»

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REGGIO EMILIA. Il cuore della nostra città si fa notare per essere al buio. In particolare, è la zona di piazza Martiri 7 luglio con il vicino teatro Municipale e l’adiacente polmone verde dei giardini pubblici che si spengono insieme alle luci del giorno a creare non pochi fastidi a chi frequenta spazi che, nello stesso tempo, continuano a essere sotto accusa per l’occupazione da parte di persone che non di rado provocano l’intervento delle forze dell’ordine per le tensioni che si creano.

La Gazzetta, per una ulteriore verifica, è andata a chiedere il parere agli operatori della zona e ai passanti.

Qualcuno si chiede se l’illuminazione, come la sicurezza dei cittadini, non sia una regola doverosa per chi amministra una comunità. Ma, anche dove le lamentele sono controllate, il disagio si avverte. Corale, però, è la richiesta di una maggior presenza di tutori dell’ ordine.

«Per noi donne - spiega Vincenza Galletta, che lavora nel bar Antico Caffè del Teatro - è pericoloso raggiungere a piedi il parcheggio in circonvallazione. Facile imbattersi in quel gruppo di persone che sosta sotto i portici del teatro e ciò non è gradevole. Il fenomeno si è accentuato in particolare dopo la sostituzione della vecchia fontana. La lamentela è ancora più forte se a parlare sono le persone che abitano nei piani superiori del nostro edificio: sono preoccupati per i loro figli, in particolare d’inverno quando, dopo le 21, inizia una specie di coprifuoco. Noi restiamo a chiudere il bar in due-tre persone per farci coraggio. Curioso, poi, che la nuova fontana sia spesso rotta, ma venga continuamente aggiustata mentre sembra essere più difficile sistemare alcune semplici luci».

Spostandosi di pochi passi sotto l’isolato San Rocco c’è un altro bar con distesa, il Caffè delle Fontane, dove Barbora Pagacova - di origine ceca - è contenta che la questione venga affrontata apertamente. «Da tre anni, da quando conduco questo locale, non c'è praticamente vita notturna; il luogo è avvertito come insicuro e la gente sparisce. Ciò facilita al contrario l’arrivo di sconosciuti. Speriamo che, alla fine dei lavori per il parcheggio sotterraneo, arrivi vita nuova anche in queste piazze». E per dare forza alle sue parole suggerisce: «Provate di notte ad arrivare dalla via Emilia, imboccare via Crispi ed affacciarvi al teatro: viene subito voglia di tornare indietro. E invece questi palazzi e la fontana meriterebbero di essere esaltati».

«Sono stati fatti diversi incontri con l’assessore comunale Maramotti - racconta Cinzia Pasquali, nel negozio di Franca Profumeria - e stiamo aspettando fiduciosi. Non so di chi sia la colpa di eventuali ritardi, ma di fatto la nostra galleria viene penalizzata: qui ci sentiamo spesso chiusi come un prosciutto. In estate ci si vede e le cose vanno meglio, ma d’inverno…». Poi ne approfitta per un suggerimento: «Sono stati affissi dei cartelli per ricordare che qui sotto si va solo a piedi, ma sono davvero minuscoli, sembrano avvisi pubblicitari e la gente non li nota. Così che c’è chi transita in bicicletta e poi scivola e si fa male cadendo».

«Noi genitori non siamo tanto tranquilli - annotano l’imprenditore Marco Bedogni e la moglie Monica Vivi - perché abbiamo una figlia, una ragazzina, che va a parcheggiare nel piazzale dell’Aci e non si sente sicura. È giusto e comprensibile che si voglia risparmiare energia, ma il buio è eccessivo. Noi veniamo qui solo di giorno e ci gustiamo il bello della città, perché gli spazi sono ampi ed è facile l’integrazione con gli altri. Ma quel “bivacco” a fianco del teatro non è davvero il massimo. A nostro giudizio una maggior illuminazione faciliterebbe di più la sosta di giovani, di donne ed occorrerebbe anche un maggior presidio di addetti alla sicurezza; non so se è possibile per i costi che ciò comporta, ma saremmo tutti più sereni».

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