Gazzetta di Reggio

Reggio

Le minoranze: «Sindaco quello inesistente sei tu»

di Ambra Prati

Reazioni alle critiche. Cantamessi: «Depista». Bellentani: «Tutto molto triste» Pagliani: «Vecchi non pervenuto». Vinci: «Stasi totale, giunta in coma»

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REGGIO EMILIA. «Vecchi ci critica? Da quale pulpito: un sindaco non pervenuto, una giunta inane». Le opposizioni non ci stanno e, dopo l’intervento del primo cittadino – il quale, nell’ambito di un discorso su cosa frena la città, aveva definito la minoranza «inesistente» e «talvolta aggressiva» –, rispediscono al mittente le accuse di mancanza di costruttività, tracciando un bilancio dei due anni targati Vecchi.

«E’ una tecnica per sviare, un tentativo di depistaggio. Vecchi invita a guardate il dito per nascondere la luna. Il sindaco farebbe bene a pensare a quanto finora non ha fatto, anziché distogliere l’attenzione – afferma Ivan Cantamessi, capogruppo del M5S –. Le opposizioni hanno votato diverse volte delle delibere di maggioranza che erano logiche e sensate (ad esempio, Reggio Respira o il bilancio Fcr ndr), ma il sindaco dovrebbe parlare di cosa sta realizzando del suo programma elettorale. La nostra funzione è quella di vigilare; noi le proposte le abbiamo fatte, il Pd le ha quasi sempre bocciate, proponendo per motivi di immagine Odg alternativi. Abbiamo interrogazioni depositate da tre mesi che non ricevono risposte, se non di dubbia interpretazione; abbiamo da sei mesi richieste di commissioni mai istituite. I grillini hanno temi per i quali si battono». Cantamessi sottolinea un altro aspetto: «Il consiglio comunale sta in piedi grazie alle mozioni delle opposizioni, perché se aspettiamo le istanze della maggioranza, che si riempie la bocca di partecipazione, non ci sarebbe nemmeno il numero legale, figuriamoci il coinvolgimento della popolazione. Noi presentiamo mozioni su via Veneri, i parcheggi, la qualità dell'aria, e un minuto dopo si parla di conferire la cittadinanza onoraria ad Ocalan. Ci vorrebbe anche l’umiltà di guardare in casa propria».

Cesare Bellentani è il secondo consigliere di Alleanza Civica, insieme a Cinzia Rubertelli, appena querelata dal Pd sul caso Campovolo: «Il nostro ruolo cerchiamo di interpretarlo cercando di fare luce sui tanti aspetti opachi di Reggio: se questo significa essere aggressivi, allora lo siamo, ma è molto triste. E mi fermo qui, perché non voglio altre querele...», ironizza.

«A Reggio se vi è qualcuno di inesistente quello è il sindaco – rincara Giuseppe Pagliani, unico consigliere di Fi –. Non si è mai sentito nulla di progettuale, si vive alla giornata, Vecchi gestisce male anche le deleghe personali. Delrio era inefficace ma politicamente interveniva sulle problematiche locali; dopo due anni dalle elezioni, possiamo dire che Vecchi non è pervenuto. Gli è crollato il sistema cooperativo in testa e il sindaco compare solo nei commenti sindacali delle coop».

Gianluca Vinci, unico leghista, premette che le dichiarazioni del sindaco erano indirizzate al M5S: «Non siamo noi il bersaglio». Ma non per questo si esime dallo sfoderare un puntuto senso critico: «Ritengo che Reggio sia ferma proprio per colpa di Vecchi e del Pd, non si portano atti in consiglio, non si legifera più, la giunta è entrata in coma. Io somiglio al primo cittadino e a tutt'oggi, quasi una volta a settimana, la gente mi ferma per strada scambiandomi per lui; può essere normale dopo un mese, ma dopo due anni c'è qualcosa che non va».

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