Gioco, il Comune stoppa le slot nei centri sociali
Oggi in Sala Tricolore l’accordo quadro per eliminare le macchinette dai circoli Entro il prossimo 30 giugno tutti i gestori dovranno attenersi alle nuove regole
REGGIO EMILIA. Mai più slot machine, video lottery o altre macchinette nei centri sociali convenzionati con il Comune. È quanto contenuto in una proposta di delibera che arriverà oggi in consiglio comunale, che ha per oggetto proprio l’approvazione delle linee di indirizzo per la ridefinizione delle convenzioni con i centri sociali cittadini. Il documento è presentato dall’assessore ai Processi partecipativi e alla Manutenzione del territorio, Valeria Montanari, nell’ambito del progetto “Oltre le circoscrizioni”, basato sui laboratori di cittadinanza. Un percorso avviato già nel dicembre 2014 dall’amministrazione, con il coinvolgimento degli stessi centri sociali e delle associazioni provinciali Arci e Ancescao, che arriva oggi ad una svolta dal momento che in questi mesi sono in scadenza una ventina di convenzioni su 27 circoli presenti in città. Di qui l’idea di presentare una proposta con nuove linee di indirizzo: una sorta di accordo “quadro”, valido per tutti i circoli, con regole precise alle quali attenersi nel momento in cui verrà discusso ogni singolo rinnovo.
Fra le regole, anche e soprattutto l’eliminazione delle macchinette, che dovrà avvenire entro il 30 giugno, come concordato già in passato per dare tempo ai gestori dei circoli di evitare penali nei contratti con gli operatori dei giochi: «Nei locali sede del centro sociale è espressamente vietato il gioco d'azzardo – si legge nel documento – I centri sociali sono tenuti a rispettare il divieto di installazione di slot machines, video lottery ed altri giochi similari o a provvedere, prima della formalizzazione contrattuale del rinnovo delle convenzioni, alla disinstallazione di quelle presenti, con spese relative a carico dei centri sociali stessi». Un divieto che fa il paio con le misure anti slot messe in campo nei mesi scorsi dall’amministrazione anche sul versante urbanistico, dove sono state introdotte norme stringenti per arginare il più possibile l’apertura di nuove sale da gioco in città. Quanto ai centri sociali, la ridefinizione delle convenzione presentata oggi in consiglio prevede anche nuovi criteri di individuazione per il concorso alle spese di gestione a carico di ogni singolo circolo. Le spese di manutenzione straordinaria, infatti, sono poste a carico dell'amministrazione comunale proprietaria degli immobili, compatibilmente con le risorse disponibili. Ma l’amministrazione richiede annualmente ai centri sociali una somma a titolo di concorso nelle spese di gestione, che già non siano integralmente poste a loro carico, per i locali detenuti a titolo di proprietà o di locazione.
Per quantificare questa somma, oltre ai valori degli immobili, al peso del canone e alla tipologia di interventi necessari, verrà introdotto «un criterio di solidarietà dei centri più grandi rispetto a quelli con minor numero di soci, e quindi minore capacità contributiva».
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