Una rosa rossa per mamma Anna Rita
Il fiore lasciato sul marciapiede dove è morta la 45enne: la donna è caduta dalla finestra mentre puliva i vetri
REGGIO EMILIA. Un segno della croce fatto gettando lo sguardo laggiù, dove la povera Anna Rita Mendicino è caduta. Poi, lo sguardo in alto, rivolto a quella finestra del quarto piano da cui la donna è precipitata. Come a cercare una risposta, come a chiedere una spiegazione per quella morte che non può che far scuotere la testa, per quanto appare ingiusta e assurda.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13558373:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/05/29/news/pulisce-i-vetri-e-muore-cadendo-nel-vuoto-1.13558373]]
Il giorno dopo la tragedia di via Selvapiana, parenti, amici e vicini di casa affollano l’appartamento della famiglia Lamanna. Per portare un po’ di conforto al marito Luigi e ai tre figli della 45enne che sabato mattina è morta, cadendo dal quarto piano della palazzina accanto alla sua, mentre puliva i vetri a casa di un’anziana vicina. Di tanto in tanto, qualcuno lascia la casa per andare a vedere il luogo della tragedia. In una sorta di inconsolabile processione. Lì, dove Anna Rita è stata trovata esanime, qualcuno ha voluto lasciare una piccola rosa. Segno della tragedia immensa che si è consumata.
La salma della donna resta ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, all’obitorio del cimitero nuovo di Coviolo. Nella giornata di oggi il magistrato di turno, la dottoressa Stefania Pigozzi, deciderà se concedere subito il nullaosta. O se, al contrario, chiedere accertamenti di natura autoptica per chiarire se la caduta. invece che causata da una improvvisa perdita di equilibrio durante i lavori domestici, sia invece da imputare a un malore, a un mancamento.
Risposte, però, che non potranno essere di consolazione. «Una vita di sacrifici. E poi succede tutto questo. A volte sembra che la sfortuna si accanisca». A trovare la forza di parlare è Salvatore Mendicino, il fratello di Anna Rita. La famiglia è originaria di Cutro. Nel piccolo centro in provincia di Crotone, vive ancora l’anziana madre. La terribile notizia l’ha raggiunta sabato e si è subito messa in viaggio per arrivare al più presto a Reggio Emilia. Perché è qui che verranno celebrati i funerali della 45enne, è qui che la salma verrà tumulata. «Non ha senso portarla giù. Il marito e i figli sono qui. È vicino a loro che deve restare» continua il fratello.
Anna Rita era diventata mamma molto giovane. Il figlio maggiore Gaetano ha già 28 anni, il secondogenito Antonio 25, Davide appena 18. Con il marito Luigi Lamanna, che lavora nell’edilizia, e i tre ragazzi, la donna viveva al piano rialzato di via Selvapiana 1. La mattina della tragedia erano tutti quanti al lavoro o a scuola. Si erano salutati di buon mattino, poi la donna aveva raggiunto casa della vicina. Era sempre indaffarata, dentro e fuori casa. Con un solo pensiero: i suoi figli, la sua famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
