L'allenatore a processo: "Abusi? Sono innocente"
Sfogo in aula del coach di basket nella prima udienza, ma la madre del 16enne l’attacca
REGGIO EMILIA. È iniziato lunedì mattina il delicato processo – a porte chiuse – che vede un ragazzino ora di 16 anni accusare il suo ex allenatore di basket 45enne di atti pedofili.
Durante le intense quattro ore d’udienza ha preso la parola il coach (tecnicamente tramite “dichiarazioni spontanee”) che con forza si è rivolto alla Corte presieduta da Alessandra Cardarelli: «Sono innocente – ha detto l’imputato che ora è difeso dall’avvocatessa Erica Romani – e per me è un sollievo vedere l’inizio di questo processo perché mi trovo agli arresti da ormai 14 mesi senza avere mai compiuto i fatti dei quali sono accusato».
Protetti per legge da un paravento, sono stati sentiti cinque minorenni (un amico d’infanzia e quattro ex compagni di squadra), poi è stata la volta della mamma del 16enne e dello zio. La madre per circa un’ora ha confermato quanto denunciato: tre gli episodi “incriminati” che sarebbero avvenuti nel solaio-ufficio del 45enne su un tappetino, mentre il ragazzino e il suo coach guardavano film porno. Un episodio sarebbe stato rivelato dal figlio alla madre, gli altri due sarebbero emersi nell’ambito di un interrogatorio protetto (cioè alla presenza di uno psicologo).
A fine udienza l’avvocatessa Romani condensa così con i cronisti la prima “tappa” processuale: «Io di riscontri sinora non ne ho visti, semmai le prove emerse scagionano il mio assistito, a partire dal tappetino su cui la perizia ha dato esito negativo. I minorenni sentiti hanno detto di non aver notato nulla di strano fra l’allenatore e il loro coetaneo». Il 16enne si è costituito parte civile ed è tutelato dall’avvocato Helmut Bartolini. Dalla parte civile solo due sottolineature: la madre che ha detto d’aver scoperto sms fra suo figlio e il coach «come scambi di messaggi fra due innamorati», inoltre gli ex compagni di squadra che non hanno mai ricevuto dall’allenatore telefonate di buonanotte come sarebbe avvenuto al 16enne. Si torna in aula in luglio, in autunno la sentenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
