In paese ben 47 operai morti e altrettante denunce
RUBIERA. Anche la delegazione di Rubiera – composta da molti dei vecchi operai e sindacalisti dello stabilimento attivo per decenni in paese, affiancati dal sindaco Emanuele Cavallaro – sarà...
RUBIERA. Anche la delegazione di Rubiera – composta da molti dei vecchi operai e sindacalisti dello stabilimento attivo per decenni in paese, affiancati dal sindaco Emanuele Cavallaro – sarà presente oggi a Roma.
Non solo perché interessata al ramo torinese del processo (iniziato dal magistrato Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta principale perché la sede centrale di Eternit in Italia era a Casale Monferrato), ma anche perché dalla decisione della Corte Costituzionale dipenderà gran parte del futuro dell’inchiesta aperta a Reggio nel 2015, quando il sindaco rubierese Cavallaro ha presentato 47 denunce per 47 casi di omicidio, 47 come i casi accertati di operai rubieresi morti per tumori ai polmoni e per le terribili conseguenze dell’esposizione all’amianto.
Il fascicolo è ancora in via di definizione, e si guarda con grande curiosità alle scelte della corte per il procedimento piemontese.
Se il processo di Torino otterrà il via libera, infatti, allora anche la strada per quello reggiano sarà, se non spianata, molto più pianeggiante, e si punterebbe ad ottenere un rinvio a giudizio per omicidio colposo volontario. In questi mesi sono stati raccolti materiali probatori e si attendono novità.
Rubiera è uno dei paesi italiani più colpiti, dopo Casale Monferrato (sede centrale di Eternit in Italia), perché lo stabilimento Eternit locale ha operato per decenni senza particolari procedure di sicurezza, prima che gli effetti letali dell’amianto diventassero dolorosamente chiari, con operai Eternit di mezzo mondo colpiti e uccisi da tumori ai polmoni. (adr.ar.)
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