Gazzetta di Reggio

Reggio

«Piazza Martiri del 7 Luglio buia? Non c’è stata la manutenzione»

di Evaristo Sparvieri
«Piazza Martiri del 7 Luglio buia? Non c’è stata la manutenzione»

Il progettista del sistema di illuminazione: «Sicurezza? Non basta trasformarla in un campo da calcio»

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REGGIO EMILIA. «Sulla piazza non è stata fatta una giusta e corretta manutenzione. È un peccato, perché è uno dei progetti che amo di più dal punto di vista artistico e architettonico. Due o tre volte ho deciso di intervenire addirittura a mia spese». Non intende fare polemica. Ma, nello stesso tempo, vuole difendere la “sua” piazza, sulla quale periodicamente si accende il dibattito relativo alla scarsa illuminazione e alla mancanza di sicurezza. Di piazza Martiri del 7 Luglio, il bolognese Mario Nanni è stato il progettista dell’intero impianto di illuminazione: un artista della luce con una esperienza di quarant’anni, portata anche nelle aule universitarie e nei saloni internazionali, che tra il 2006 e il 2009 è stata messa al servizio del progetto di riqualificazione della piazza simbolo della reggianità, finita ancora una volta al centro delle polemiche.

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Che effetto le fanno le polemiche sulla scarsa illuminazione e sull’insicurezza di piazza Martiri del 7 Luglio?

«Devo dire che purtroppo questo tipo di polemiche sono piuttosto frequenti. Il punto è che la piazza è stata concepita come un luogo di incontro, come un vero salotto. Di conseguenza sono state illuminate le facciate, le panchine, la fontana, il teatro. Il grande problema, che ho rilevato anch’io intervenendo anche a mie spese, è che sono passati sette anni e purtroppo nessuno ha mai fatto interventi di manutenzione».

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Quindi secondo lei la piazza non è troppo buia?

«Io credo che non è stata fatta una corretta manutenzione, che non rientrava nei miei compiti nè come ordinaria nè come straordinaria. Ci sono lampadine che sono andate in esaurimento. Ci sono situazioni che vanno prese in mano e gestite da un punto di vista tecnico, un po’ come un lampadario: se non si cambiano le lampadine esaurite, c’è meno luce. Ecco: sulle luci in piazza bisognerebbe fare il punto preciso della situazione». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13551128:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/05/27/fotogalleria/piazza-martiri-del-7-luglio-al-buio-e-luce-non-fu-1.13551128]]

Dal Comune stanno valutando l’ipotesi di un potenziamento, anche sulla scia delle richieste dei commercianti. Lei sarebbe d’accordo?

«Bisognerebbe innanzitutto fare un’analisi e un incontro anche con commercianti e sovrintendenza per capire in che condizioni è la piazza. Dopo sette anni, se le esigenze sono cambiate si può anche valutare un potenziamento. Anche perché la tecnologia è avanzata e l’illuminazione ha fatto passi da giganti. Si potrebbe fare un gruppo di lavoro, ma senza snaturare le basi del progetto e solo dopo la manutenzione. Secondo me dal punto di vista dell’illuminazione è una delle piazze più belle d’Italia, anche fra le più copiate, uno dei miei migliori esempi di come si può lavorare in un contesto urbano. Sosterrò sempre che è un ottimo progetto». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13556612:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/05/28/fotogalleria/piazza-martiri-del-7-luglio-e-luce-fu-1.13556612]]

Quindi cosa pensa di queste polemiche sulla mancanza di sicurezza?

«Una delle mie caratteristiche di progettista è che mi disturba quando un mio lavoro non funziona al meglio. Per questo faccio in modo che funzioni al meglio e per questo sono intervenuto un paio di volte a mie spese per sistemarlo. Dal punto di vista della sicurezza, non si risolve il problema trasformando la piazza in un campo da calcio, mettendo solo tanta luce. Tanti politici pensano che tanta luce equivalga a risolvere un problema di sicurezza, ma non è così. Io i primi mesi dopo la fine dei lavori invitavo tanti sindaci a vedere quella piazza. C’erano bambini che correvano o giocavano con l’acqua, persone sedute sulle panchine. Era davvero il salotto buono. Non si risolve il problema sicurezza mettendo tanta luce, ma facendo diventare la piazza un luogo dove vanno tante persone, per sedersi sulle panchine e per giocare con la fontana».

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