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Pd e M5s, via libera al “no slot” nei circoli

di Luciano Salsi
Pd e M5s, via libera al “no slot” nei circoli

Approvate dal consiglio comunale di Reggio Emilia le nuove convenzioni per i centri sociali. In arrivo una mozione anti azzardo dei “grillini”

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REGGIO EMILIA. Il divieto di installare slot e l’obbligo di pubblicare un avviso pubblico in caso di affidamento del bar a terzi sono le principali novità della delibera con cui il Comune ridefinisce le linee d’indirizzo delle convenzioni con i centri sociali, che dovranno sottostarvi nel momento del rinnovo.

Il provvedimento è stato illustrato da Valeria Montanari, assessore alla Partecipazione, ed approvato dal consiglio con venti voti favorevoli. A quelli del Pd e di Sel si sono aggiunti, infatti, i voti del M5s, mentre un consigliere della Lega ha espresso contrarietà e cinque di Forza Italia, Alleanza civica e Magenta si sono astenuti. I centri sociali saranno incentivati a svolgere le attività di manutenzione di immobili e aree verdi, gestione di impianti sportivi e orti, presidio del territorio e feste di quartiere. In cambio di tali impegni e del farsi carico di certi interventi di manutenzione straordinaria i centri sociali godranno della riduzione del contributo dovuto al Comune.

Saranno premiate, inoltre, le quote rosa e la conduzione con soci volontari, imprese giovanili o femminili e cooperative sociali di tipo B. Dal M5s sono d’accordo e rilanciano sul tema del gioco d'azzardo.

Il capogruppo Ivan Cantamessi spiega che il movimento non si accontenta dell'eliminazione delle slot dai centri sociali. «Nei prossimi giorni - annuncia - presenteremo una proposta di delibera per adottare un regolamento simile a quello che sta per essere approvato a Bergamo (dove il sindaco è del Pd, ndr) e che vieta ovunque il gioco d'azzardo in certe ore. Inoltre in Regione la commissione sanità ha approvato una nostra proposta per concedere sconti Irap agli esercizi privi di slot e appesantire la tassazione a quelli che le detengono. In tutta l’Italia appoggiamo le delibere delle amministrazioni contro l'azzardopatia, ma a Roma c'è un ampio fronte trasversale che frena questa battaglia di civiltà. Ne fanno parte anche esponenti nazionali del Pd».

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