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Rifiuti, blitz della Dda

Rifiuti, blitz della Dda

Traffici illeciti, denunciato dipendente di una coop reggiana

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MODENA. Dovevano riciclare nell’ex discarica di via Caruso a Modena i rifiuti per la differenziata. E invece i rifiuti finivano intonsi nelle discariche Hera. Tra l’altro beneficiando degli sconti (l’80%) garantiti a quanti hanno trattato e riciclato quei rifiuti. Il tutto per un affare di 800mila euro. Una truffa ai danni della Regione, commessa da 5 persone, tre delle quali alle dipendenze di una controllata del gruppo Hera. Denunciato anche un dipendente residente a Modena della cooperativa reggiana Movin’ Log, impiegata nell’impianto modenese per la cernita e il riciclo dei rifiuti che provengono dalle aziende, dalle isole ecologiche e dai bidoni della differenziata. È l’inquietante conclusione cui è giunta la Dda, dopo le indagini del Corpo Forestale dello Stato di Modena, che in una nota parla di «attività organizzata per il traffico di rifiuti, false attestazioni e truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna».

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Stefano Orsi. Hanno avuto inizio a fine 2014 e si sono focalizzate sulle modalità di gestione dei rifiuti nell’impianto modenese di recupero, all’epoca affidato alla società Akron di Imola, già partecipata da Hera. Dal 2015 la spa è stata assorbita da Herambiente spa. «Le attività investigative, vista la complessità della materia, si sono composte di controlli sul campo, intercettazioni, perquisizioni, sequestri e verifiche documentali, attraverso le quali gli inquirenti hanno verificato che nell’impianto di recupero rifiuti di via Caruso, negli anni 2013-2014-2015, mediante una sistematica e cosciente violazione della normativa, sono state gestite illecitamente più di 125.000 tonnellate di rifiuti urbani e speciali».

In altre parole: tutti i rifiuti conferiti all’impianto venivano trattati a “convenienza”: dove erano spacchettabili, con il recupero di materiali riciclabili, l’operazione veniva eseguita. Dove invece non conveniva farlo, venivano spediti alle discariche con un formulario che ne giustificasse il conferimento come rifiuto ricevibile dalla discarica. Lo scorso anno, gli investigatori avevano anche chiesto al Gip di Bologna il sequestro. Provvedimento non concesso. Ma le indagini sono proseguite, con nuovi riscontri. Pochi giorni fa ai cinque indagati sono stati notificati gli avvisi di fine indagine. Si tratta dell’ex legale rappresentante della Akron e di tre funzionari della stessa società, ora dirigenti/responsabili di Herambiente, oltre al dipendente della coop reggiana. La Forestale ha calcolato che nel triennio 2013-2015, «Akron abbia illecitamente smaltito in diverse discariche rifiuti usufruendo indebitamente dell’ecotassa in forma agevolata, introitando un ingiusto profitto pari a circa 800.000 euro, costituito dall’omesso versamento dell'intera quota di tributo dovuto alla Regione». È indagata anche la società.

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