Sequestro di armi a Cutro, si teme nuova faida contro Grande Aracri
Scoperto un arsenale. L’ipotesi dei carabinieri: «Vuoto di potere dopo le inchieste, clan opposti a Grande Aracri si organizzano»
CUTRO (Crotone) La scoperta di un importante arsenale di armi a Cutro non può non far scattare l’allerta anche nel Reggiano. Se non altro, per l’ipotesi investigativa che è presa in seria considerazione dagli investigatori calabresi: che il ritrovamento sia la prova che il duro colpo sferrato al clan dei Grandi Aracri negli ultimi tempi, dalle inchieste “Aemilia” di Bologna e “Kyterion” di Catanzaro, abbia lasciato un vuoto di potere che qualche “famiglia” prima schiacciata ora tenta di occupare.
Lo ha detto chiaramente ieri, in una conferenza stampa, il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone, il colonello Salvatore Gagliano parlando dell’arresto di Leonardo Procopio, 41enne, e del sequestro di un fucile d’assalto Kalashnikov, quattro fucili tra cui una carabina da caccia grossa, sette pistole semiautomatiche calibro 9 millimetri (tre Beretta, due Glock, una Ruger e una Sig Sauer), oltre 500 cartucce di vario calibro e due minilaser.
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Le micidiali armi da guerra erano nascoste in casa di Procopio, a Steccato di Cutro, frazione sul mare che per tutto l’inverno resta una zona poco frequentata. L’abitazione è di una persone ritenuta un insospettabile: si tratta di un imbianchino del posto, incensurato. Le indagini sono ovviamente concentrate sulle frequentazioni dell’uomo, per capire per conto di chi pistole e fucili venissero custoditi nella sua abitazione.
«La scoperta di queste armi è un segnale di allarme, anche se ogni ipotesi è possibile e noi stiamo lavorando per capire a cosa servivano e per conto di chi erano state nascoste» ha detto il colonnello Salvatore Gagliano. La preoccupazione è per un’eventuale riacutizzarsi dello scontro fra cosche avverse in un territorio, come quello di Cutro, nel quale predomina il potente clan retto dal boss Nicolino Grande Aracri che tuttavia è stato recentemente decimato dalle maxi operazioni antimafia. Gli inquirenti parlano di un «vuoto di potere». Situazione che porta a un equilibrio tra le cosche «solo apparente», come ha spiegato il comandante della compagnia carabinieri di Crotone, il capitano Claudio Martino.
L’ipotesi, dunque, è che i clan cutresi usciti perdenti dalla guerra con la cosca Grande Aracri che negli anni passati ha insanguinato il territorio, intendano approfittare del vuoto di potere per riprendere il controllo di quell’area. Inoltre, si tratta del secondo sequestro di armi nella stessa zona, nel giro di pochi mesi.
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