Su Reggio “frenata” associazioni divise
Critica Confcommercio, fiduciosa Confesercenti, diplomatica Cna. Unindustria e Cgil alla finestra. La Cisl: «Immobilismo»
REGGIO EMILIA. Qualcuno ritiene non sia il momento di intervenire, perdendo un’occasione per poter dire la propria opinione. Qualcun altro, invece, pur senza schierarsi, esprime un giudizio di merito. Non tanto sulla querelle in senso stretto tra maggioranza e opposizione, quanto sul tema di fondo, spostando la messa a fuoco del dibattito: c’è davvero un freno a mano in questa città? Se sì, c’è qualcuno o qualcosa che lo ha azionato? Per il sindaco, Luca Vecchi, nelle vesti di conducente del metaforico autobus comunale, il freno è nelle opposizioni, che invece a loro volta hanno ribaltato a stretto giro l’accusa, reindirizzandola dalle parti della giunta e del Pd. Lo stesso Pd, infine, ha messo a segno una nuova giravolta, riportando il freno nelle mani delle opposizioni ed elencando freschi successi della città.
“È la politica, bellezza”, verrebbe da dire. E le sue decisioni nazionali o locali, dettate da forze centrifughe o centripete di maggioranza e opposizione, di fatto ricadono sulla città e sulle sue rappresentanze. Come sulle associazioni di categoria, che nel ventaglio delle valutazioni si schierano su tre fronti diversi. Diplomatica la Cna, speranzosa Confesercenti, analitica (e critica) Confcommercio.
«Credo che bisogna creare le condizioni per favorire lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione, ma non voglio esprimermi su chi abbia ragione tra maggioranza e opposizioni – spiega il presidente provinciale Cna, Nunzio Dallari – Noi non facciamo politica, vorremmo però che le forze politiche riuscissero a fare sintesi». Non entra nelle querelle strettamente politica nemmeno Roger Ganassi, direttore Confesercenti, che però a ragiona sui fatti: «Di robe in giro io ne vedo. Riprendono i Mercoledì Rosa, la galleria in centro è stata aperta, i lavori in piazza della Vittoria stanno finendo. Ci è stato presentato anche il piano strategico del centro storico, di cui vedremo i risultati nel lungo periodo. Mi sembra che ultimamente Reggio sia un po’ più dinamica, ma non vorrei entrare in un terreno politico che non è il mio. Nel nostro mondo non prendiamo posizioni politiche o partitiche».
Era seduta in sala Tricolore dalla parti della minoranza, prima della decisione di dimettersi e tornare ad occuparsi a tempo pieno dei suoi doveri associazionistici. C’è anche questa premessa alla base delle considerazioni di Donatella Prampolini, presidente provinciale Confcommerio: «Le opposizioni sono un freno quando non lavorano – precisa – in realtà qui a Reggio tengono alta la guardia e stimolano la responsabilità di chi governa. A me pare stiano lavorando bene». Quanto all’ipotesi di una Reggio “frenata”, le responsabilità secondo Prampolini non sono da ricercarsi tutte dalle parti del Comune: «La città è ferma, ma sarebbe troppo facile dare le colpe solo all’amministrazione. Non sarebbe corretto. Certo, quando una città è governata da 70 anni dalla stessa parte politica, si fa fatica a dare colpe ad altri, ma oggi siamo in una situazione che non è causata solo dall’amministrazione». Prampolini cita (e critica) la pressione fiscale e le politiche di sviluppo messe in campo. Argomenti che uniscono la politica nazionale a quella locale, come nel ragionamento di Margherita Salvioli della Cisl, che afferma senza mezzi termini: «È da tempo che sento aria di immobilismo, nel senso che si fa fatica a prendere decisioni fondamentali per la città, come nelle politiche o nei progetti di sviluppo». Salvioli cita l’opportunità della Mediopadana, che considera non del tutto sfruttata. Poi si concentra su un caso per tutti: il Patto regionale sul lavoro, già applicato in altri territori, a Reggio ancora in attesa di una sua declinazione.
«Diciamo che c’è una certa lentezza nel prendere le decisioni. È chiaro che le scelte del governo hanno delle ricadute a livello locale, ma credo che se la crisi a Reggio si è sentita con più ritardo, adesso ne stiamo uscendo più lentamente che altrove perchè manca un disegno complessivo». Ma di chi è la colpa? Maggioranza o opposizione? «Per rispondere bisognerebbe aver partecipato a tutte le sedute del consiglio e conoscere tutti i meccanismi dell’amministrazione – afferma Salvioli – Queste dinamiche possono conoscerle davvero solo i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione in consiglio».
E la Cgil? «Partecipo a discussioni quando entrano nel merito – taglia corto il segretario provinciale, Guido Mora – Questo è un confronto fra forze politiche e tale deve rimanere, sul quale non intendiamo intervenire». Anche il presidente Unindustria, Mauro Severi, resta alla finestra, rimandando la discussione al 23 giugno, quando ci sarà l’assemblea degli industriali. (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
