Anche senza divieti, basta la civiltà
Nonostante non sia proibito, nei parchi della città nessuno fuma nella aree giochi
REGGIO EMILIA. Famiglie che si riposano, bambini di tutte le etnie che giocano nelle aree attrezzate e ragazzi che chiacchierano sulle panchine. Ma nessuno che si accenda una sigaretta vicino ai più piccoli. Siamo andati in giro per le zone verdi di Reggio Emilia e quello che abbiamo potute vedere è una comunità che non ha bisogno di veti per far prevalere il senso civico. La mozione dei grillini non è passata e non è stato imposto nessun divieto di fumo nei parchi pubblici della città ma anche senza imposizioni dall’alto quella che prevale è una semplice idea di civiltà: quella che i figli, anche quando non sono nostri, vadano protetti dai vizi dannosi. Soprattutto quando questi sono le sigarette, fra le principali cause di tumori sia per chi ne fa uso sia per chi viene esposto al fumo passivo. È ora di pranzo, il sole è alto e comincia a fare caldo. Molte mamme ne approfittano per uscire a fare una passeggiata e per far divertire i propri bambini in mezzo al verde della città. E così ci siamo mischiati a loro per verificare l’educazione civica e la sensibilità dei reggiani. In una sorta di ispezione a sorpresa abbiamo cominciato dai Giardini pubblici per poi spostarci nel parco Santa Maria e, infine, concludere con il parco Cervi ex Tocci. E chi fuma c’è, com’è prevedibile, ma quando lo fa resta sempre a distanza dai più piccoli. Seduto su una panchina, passeggiando fra gli alberi, appoggiato a un muretto, il fumatore medio è consapevole della pericolosità del tabacco. «Io fumo e vietare di farlo nei parchi penso che sia un’assurdità - ci racconta un ragazzo seduto sul prato - ma questo non vuol dire che dobbiamo dar fastidio ai bambini. È una questione di rispetto che va al di là delle norme comunali». (l.g.)
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