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Foster, accordo raggiunto dopo 76 ore di sciopero

Foster, accordo raggiunto dopo 76 ore di sciopero

Brescello, per il premio di risultato 1.200 euro l’anno con un anticipo di 800 Fiom-Cgil: «Siamo riusciti ad evitare un clima di scontro ancora più pesante»

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BRESCELLO. Si conclude dopo una decina di giorni il braccio di ferro tra i lavoratori e la Foster. E’ stato infatti raggiunto l'accordo che ha finalmente definito il premio di risultato: un accordo di quattro anni che prevede un premio di risultato di 1200 euro annui, con una quota di anticipo di 800 euro per il 2016, di 850 euro per il 2017 e di 900 euro per il 2018 e il 2019.

E’ stato inoltre stabilito che l’anticipo di 800 euro sostituirà la parte di anticipo consolidato del futuro premio di risultato: ciò significa che alla scadenza del contratto non avrà luogo un nuovo “scontro” in quanto questa quota rappresenterà un punto di partenza.

I lavoratori sono rientrati in fabbrica nel primo pomeriggio di ieri, dopo 76 ore di sciopero consecutive che avevano causato un importante stallo della produzione dell'azienda, che produce elettrodomestici da incasso e che ha sede in via Ottone a Brescello.

Nella giornata di lunedì, peraltro, si era verificato un presidio corposo che aveva visto la convocazione del direttivo Fiom, alla presenza di circa 150 delegati. Nel tardo pomeriggio di lunedì l’azienda ha inviato la propria proposta, alla quale il sindacato ha rilanciato con una controproposta poi accettata, dopo qualche ora di riflessione, dalla proprietà.

«E’ stata raggiunta un’intesa di mediazione – spiega Sergio Guaitolini, segretario provinciale della Fiom – dopo che si era arrivati a un pesante clima di scontro. Siamo riusciti ad arrivare a un risultato che ha dato risposte concrete e che ha scongiurato un blocco ancora più pesante».

Questa fase di stallo era iniziata nei giorni scorsi, quando i lavoratori avevano inizialmente proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero dopo che il terzo incontro con la direzione aziendale, per discutere di rinnovo del contratto integrativo, era andato a vuoto.

Nel corso dello sciopero i lavoratori hanno anche organizzato un corteo davanti al municipio di Brescello per protestare della mancata risoluzione della vicenda.

In piazza Matteotti i lavoratori, muniti di striscioni, fischietti e bandiere, avevano ribadito le loro posizioni e l'intenzione di proseguire lo sciopero a oltranza. Negli ultimi giorni però i dialoghi tra le parti si sono fatti più serrati e si è finalmente arrivati a un accordo soddisfacente per entrambe le parti che consentirà all'azienda (che annovera tra le sue fila 65 dipendenti) di riprendere la produzione a pieno regime.

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