Lo spaccio nel cuore del centro
Venti i consumatori segnalati, tra di loro professionisti e commercianti
REGGIO EMILIA. Piazza Fontanesi, viale Montegrappa, piazza San Prospero, piazza Martiri del 7 luglio e la zona attorno al teatro Valli, il parco del Popolo, l’Isolato San Rocco. Ecco le piazze predilette dello spaccio per la banda sgominata dai carabinieri del Radiomobile.
Non solo via Turri e il quartiere della stazione, dunque, dove pure lo spaccio avveniva e frequentemente (di solito di pomeriggio): i pusher si muovevano per raggiungere i clienti anche, e volentieri, nel cuore del centro storico.
E i locali più frequentati della città, erano diventati il punto di riferimento per gli incontri. Che non avvenivano dentro - chiariscono i miliari - soprattutto per l’alta presenza di telecamere di sorveglianza. Ma nei pressi, in zone un po’ più appartate. Sempre, tuttavia, sotto l’occhio di vedette pronte a lanciare l’allarme nel caso in cui delle divise fossero arrivate sul posto.
L’altra faccia della medaglia di questa importante operazione antidroga, riguarda i clienti: sono una ventina le persone segnalate in quanto assuntori di stupefacenti. «Non solo tossicodipendenti» sottolinea il capitano Fabio Gentilini. Ma soprattutto gente comune: studenti, professionisti, imprenditori, commercianti della città.
Le dosi venivano acquistate a colpi di 50 euro. I clienti conoscevano i loro pusher attraverso dei soprannomi: Zidane, Tito, Magrone. Quando i carabinieri li hanno chiamati in caserma per sentirli, in diversi si sono detti preoccupati e spaventati da possibili ritorsioni da parte dei fratelli Rhimi. Li temevano. Soprattutto quelli che avevano maturato dei debiti nei loro confronti. Nelle carte dell’ordinanza, si legge come fossero stati oggetto anche di intimidazioni minacciose. (el.pe)
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