«Dico no alla fusione Non dobbiamo essere i becchini del paese»
Gattatico, l’assessore Costi, dissidente Pd: «Gente perplessa Solo 30 risposte su seimila, domenica sarò con i Comitati»
GATTATICO. «Mi auguro che al referendum per la fusione di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine vinca il no. Non dobbiamo essere i becchini del nostro Comune». Federica Costi, assessore alla Scuola e al Commercio, è l’unica ad aver votato contro la propria maggioranza nell’ultimo consiglio comunale di Gattatico che ha deliberato i tre nomi da scegliere (Campidenza, Tannetum o Pianure Matildiche) e la sede del futuro Comune fuso a Gattatico. Costi si è sempre espressa in modo contrario, con la premessa che «è stata una scelta personale, meditata e sofferta, resa possibile grazie al mio sindaco Gianni Maiola, che ringrazio perché mi ha permesso di esprimermi liberamente». Costi – che domenica sarà al Museo Cervi, alla festa per il no organizzata dai due Comitati di Gattatico e Campegine, «perché condivido buona parte delle loro idee e mi sembra giusto sentire altre campane ed esperienze diverse in giro per l’Italia» – si oppone alla fusione per diversi motivi: «Nel nostro programma elettorale se n’era parlato, ma in modo molto marginale. Nell’ultimo anno e mezzo sono state fatte diverse riunioni in cui la gente ha manifestato la volontà di non fondersi; sono commessa in un supermercato e raccolgo le perplessità della gente. Non a caso nel sondaggio sui nomi a Gattatico sono pervenute 30 risposte su una popolazione di 6mila abitanti: un segnale significativo. Una parte della cittadinanza mi ha dato il voto e ho il dovere di dar voce a quel pezzo di popolazione che la fusione non la vuole. Ci credo molto nel mio paese: ad esempio, siamo riusciti a non far morire la scuola di Taneto che rischiava di chiudere, e temo che, quando ti ritrovi con una municipalità di 23mila abitanti, queste attenzioni nei servizi vadano a sparire».
Senza contare perplessità sulla modalità del processo di fusione: «Non è democratico. Non riesco a capire: bisogna per forza fondersi per avere diritto ai fondi regionali? Occorre cambiare il modo di distribuire le risorse; se quelle risorse ci sono, andrebbero divise tra tutti i Comuni in base a progetti validi. Non credo che la fusione sia una strada obbligata, visto che quel che si poteva risparmiare è stato fatto con l’unione dei servizi».
Sulla eventuale futura sede del municipio a Praticello, Costi concorda con la lettura dei Comitati: «I tre nomi erano richiesti dalla Regione. Sulla sede non era necessario deliberare, si poteva aspettare dopo il voto dei cittadini; deciderlo oggi mi sembra propaganda elettorale. E’ una promessa, ma sappiamo che chi deciderà sarà la futura giunta e non è detto che sia il Pd, perché il tema porta spaccature anche nel Pd». A tal proposito, Costi sottolinea che le delibere appena approvate (7 sì, 3 no) hanno già diviso anche la lista civica di minoranza Gattatico Bene Comune: Silvia Corradini ha votato no, mentre i compagni di lista Davide Manco e Marco Bertolini si sono astenuti. «A mio parere su un aspetto così importante l’astensione non ci dovrebbe essere. Un plauso alla Corradini, che si è presa le sue responsabilità e ha avuto coraggio».
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