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casalgrande, il sindaco replica all’opposizione

«Il Consiglio fa poco? Regole e tempistiche cambiate»

«Il Consiglio fa poco? Regole e tempistiche cambiate»

CASALGRANDE. «Il consiglio comunale fa poche sedute? I tempi e le regole sono cambiate, le commissioni invece lavorano a pieno regime». Dopo le accuse del consigliere di opposizione Andrea Montelaghi...

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CASALGRANDE. «Il consiglio comunale fa poche sedute? I tempi e le regole sono cambiate, le commissioni invece lavorano a pieno regime». Dopo le accuse del consigliere di opposizione Andrea Montelaghi di Sinistra per Casalgrande, il sindaco Alberto Vaccari risponde sia alle critiche sullo scarso coinvolgimento del consiglio comunale che sulla poca «trasparenza» per alcune questioni importanti, fra le quali l’annosa questione del capannone di via Aldo Moro, al centro di una contesa da centinaia di migliaia di euro.

Per il primo cittadino, il consiglio comunale si sta adeguando al nuovo contesto sociale e soprattutto economico: «In passato erano di frequenza quasi quotidiana atti riguardante l’attività edilizia e l’urbanistica, argomenti che, stante l’attuale situazione economica, si sono ridotti di numero in misura significativa».

Inoltre sono cambiate le modalità di governo e le «nuove disposizioni sugli enti locali delegano alla giunta l’espletamento di atti che solo pochi anni fa erano di competenza del consiglio comunale. Non si tratta quindi di non voler discutere coi consiglieri, ma di una suddivisione più moderna dei compiti, derivante da disposizioni nazionali e regionali e non certo limitate a Casalgrande».

Il sindaco non rinuncia poi a una stoccata a Montelaghi: «Se il consigliere avesse però voluto essere intellettualmente onesto, avrebbe dovuto indicare anche le numerose commissioni consiliari svoltesi in questi mesi – afferma –. Sono infatti queste le sedi in cui si discute, sia politicamente che tecnicamente, anche con audizione di specialisti, delle tematiche che poi verranno deliberate in consiglio comunale. E su questi momenti di confronto non ci siamo certo risparmiati, fornendo oltretutto ampia documentazione ben in anticipo rispetto ai termini da regolamento».

Montelaghi ha contesto la trasparenza dell’amministrazione su due vicende. La prima è lo stanziamento di 89.132.92 euro per la sistemazione della zona sportiva di Dinazzano; la seconda, con numeri ben più elevati, è «soprattutto, la scottante questione del fabbricato di via Aldo Moro che doveva essere ceduto per 1.070.000 euro mentre ci ritroviamo a doverne sborsare 650mila». Si parla di un complesso di capannoni ceduto nel 2008 dal Comune all’allora Cooperativa Muratori di Reggiolo all’interno di un accordo per la realizzazione di una serie di opere di urbanizzazione. Il seguente tracollo della cooperativa e una serie di procedure legate alla liquidazione hanno lasciato aperta a lungo la questione, ancora da definire per le modalità di saldo alla CMR, che chiede tramite il liquidatore 650mila euro. Su questi temi Vaccari si definisce «stupito: si tratta di punti passati in consiglio comunale nel 2015, e su cui il suo predecessore Medici aveva perfino preso la parola intervenendo».

Andrea Montelaghi è infatti entrato alcuni mesi fa in consiglio al posto di Alessandro Medici, eletto nel 2014 e poi dimissionario: « Capisco che subentrare a mandato in corso comporti il rischio di “avere perso dei pezzi”, ma anziché lamentarsi forse farebbe bene a leggersi le delibere ed i verbali delle sedute alle quali Montelaghi non era presente». (adr.ar.)

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