Morto il diplomatico dell’allarme bomba
Mohamed Abdelaziz, ospitato al Morandi nel gennaio del 2015, aveva fatto temere per la sua sorte
REGGIO EMILIA. E’ morto martedì scorso all’età di 68 anni, dopo lunga malattia, Mohamed Abdelaziz, il segretario generale del Fronte Polisario e presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (popolo senza stato, non riconosciuto dall’Algeria) che era di casa a Reggio. Abdelaziz fu protagonista di un intrigo internazionale all’Hotel Morandi con tanto di allarme antiterrorismo che, conferma ora la questura, si è risolto in molto rumore per nulla, come direbbe Shakespeare: i due stranieri, rintracciati e ascoltati, non avevano nessun legame con cellule terroristiche.
Era il 17 gennaio 2015 (subito dopo la strage parigina di Charlie Hebdo) quando in centro a Reggio scattò una mobilitazione generale per due magrebini, un 51enne francese e un 63enne franco-marocchino, entrambi con passaporto francese, che la sera prima avevano preso una stanza; uno dei due era salito in camera, per scendere subito dopo e uscire con l’altro, rimasto nella hall, sparendo senza pagare e senza utilizzare la stanza. In un primo tempo, si era parlato di un allarme bomba: l’hotel di via Emilia San Pietro (personale e 14 ospiti) era stato evacuato, mentre vigili del fuoco, carabinieri, Digos, polizia municipale e artificieri avevano transennato la zona e blindato il centro. Un allarme antiterrorismo del quale era stata avvisata, per competenza, la Dda di Bologna.
Soltanto due mesi dopo, il 10 marzo 2015, erano emersi i reali contorni di quell’episodio: il capo di stato africano ospite in forma privata dell’hotel Morandi era proprio Mohamed Abdelaziz che, già malato, aveva scelto la nostra città per sottoporsi ad alcuni esami al Santa Maria Nuova. Le forze dell’ordine erano state informate per garantire la sicurezza dell’ospite; Abdelaziz era arrivato in incognito in città un paio di giorni prima della data fissata per i controlli e, quando arrivò la segnalazione dei due clienti sospetti, scattarono tutte le misure del caso, poiché la questura ritenne che i due potessero essere una concreta minaccia per la sicurezza del presidente Saharawi. Abdelaziz fu trasferito all’hotel Mercure Astoria e, il giorno seguente, lasciò l’Italia. I due riuscirono a far perdere le proprie tracce e della pista terroristica non si seppe più nulla. Fino ad avere la certezza, oggi, che i due stranieri, rintracciati e ascoltati, non avevano nessun legame con cellule terroristiche.
Mohamed Abdelaziz lascia molti amici in città. Nella sua ultima visita, ad incontrarlo fu il sindaco Luca Vecchi, che proprio ieri, insieme all’assessore alla Città Internazionale Serena Foracchia, ha inviato un messaggio di cordoglio al rappresentante in Italia del Fronte Polisario Omar Mih. «Mohamed è sempre stata una guida per il popolo Saharawi, in lotta per l'autodeterminazione dal Marocco dagli anni ’70 dal Marocco - ricorda Foracchia -. E’ stato fondamentale nel passaggio alla lotta non violenta e contribuì a creare un sistema di associazioni nel mondo che sostengono la causa Saharawi». Ieri anche l’associazione reggiana Jaima Saharawi (con la Regione) ha ricordato Mohamed Abdelaziz come «un grande statista».
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