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«Erano alticci e hanno esagerato»

«Erano alticci e hanno esagerato»

Un rappresentante di istituto: «Ho detto di smetterla, ma non mi davano retta»

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REGGIO EMILIA. «I responsabili sanno di aver sbagliato». Nonostante la reticenza e l’imbarazzo, i pochi studenti presenti alla festa de “La Prateria” che accettano di parlare confermano il parapiglia e i danni, ma restano con le bocce cucite sul gruppetto di ubriachi autori di quella che viene definita «una cavolata».

Matteo Ferretti, rappresentante di istituto della quarta grafica, non ci gira intorno: «Io c’ero e li ho apostrofati dicendo di smetterla, ma non ho potuto farci più di tanto. Chi è stato è maggiorenne e sa di aver sbagliato: erano alticci. Sappiamo tutti che hanno esagerato e hanno fatto una cavolata, tra l’altro rovinando la festa agli altri. Ho visto che qualcuno rideva senza reagire. Io mi sono accorto tardi dell’accaduto e ho provato a dire qualcosa, ma non davano retta».

«Ho passato tutta la sera con le mie amiche a ballare tranquillamente. Non ho visto quello che è successo, so bene o male chi è stato perché mi è stato riferito ma non ho assistito in prima persona - afferma Genny Gallinari, rappresentante di classe della quinta H relazioni internazionali - una parte di noi era all’interno e un’altra parte all’esterno; a un certo punto siamo andati quasi tutti fuori. In effetti c’era qualcuno che aveva bevuto un po’ troppo, ma posso dire che la maggior parte dei presenti era a disagio di fronte a certe scene». Genny spiega che, da tradizione, al Bus si fanno due feste di fine anno: una a scuola (ma riguarda solo il triennio) e l’altra, il ballo delle quarte e delle quinte, in una struttura esterna, mettendo ognuno una quota di 20 euro. (am.p.)

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