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Reggio Emilia, studenti del Nobili costruiscono una sala prove per i lavori elettrici

Reggio Emilia, studenti del Nobili costruiscono una sala prove per i lavori elettrici

Lo scopo è insegnare agli alunni e ai professionisti come evitare gli infortuni sul lavoro quando si ha a che fare con l'alto voltaggio

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REGGIO EMILIA. Una sala interamente progettata e costruita dagli studenti del 4° e 5° anno delle sezioni di Elettrotecnica ed Elettronica dell'Istituto Nobili. Ricavata all'interno dei laboratori della scuola, occupa circa 40 metri quadrati e ha lo scopo di insegnare agli alunni e ai professionisti le manovre necessarie per evitare gli infortuni sul lavoro. Che spesso, per chi ha a che fare con l'alto voltaggio, sono fatali.

Un progetto cominciato già nel 2010 quando il perito industriale Gianni Francia, con la collaborazione dell’assistente tecnico Luigi Aracri e del collaboratore scolastico Giuseppe Lanzafame, ha ricollocato nei laboratori delle vecchie attrezzature tecniche. Ma l’idea era ancora a livello embrionale fino a quando il tecnico della prevenzione dell’Ausl Daniele Orsini è riuscito ha instaurare una sinergia e una collaborazione tra il Nobili, il Collegio dei Periti Industriali e alcune aziende reggiane del settore.

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Creando un laboratorio in cui sono ricreate tutte le condizioni di lavoro elettrico su impianti che raggiungono tensioni fino a 30.000 Volt. A svolgere la parte progettuale e manuale del lavoro sono stati però alcuni studenti dell’Istituto. Giovani volenterosi che vanno dai 17 ai 19 anni, vero cuore pulsante di questo programma.

«Siamo tutti alunni volontari - racconta Mark Davoli, diciottenne del quinto - ci siamo messi in sette otto più qualcuno che veniva ogni tanto ad aiutarci, ci siamo sporcati le mani. Abbiamo impiegato otto pomeriggi per un totale di 36 ore di lavoro. Abbiamo costruito gli impianti e i circuiti grazie ai macchinari che ci hanno fornito le aziende del territorio, come ad esempio la Tetra Pak e il Ceire».

La sala aprirà i battenti a settembre di quest’anno, con l’obiettivo di consentire l'addestramento di almeno 100 studenti l'anno e di altrettanti professionisti, offrendo questa possibilità a chiunque voglia affrontare la problematica del lavoro elettrico con competenza e in sicurezza.

Il circuito è costituito da una zona di media tensione con sezionatori "a giorno", interruttore Vor, celle blindate di media tensione e un trasformatore in olio da 200 Kva, e da una parte di "bassa tensione" dove trovano posto quadri elettrici di sezionamento e controllo e sistemi di distribuzione in condotti prefabbricati e in cavo.

L’ambizione dei ragazzi però non si ferma qui: «Resta ancora una parte da completare - spiega Harley Zanuni, 19 anni, un altro dei ragazzi volontari - per rendere il progetto davvero completo. Speriamo di finirla nei prossimi anni, non appena altre aziende ci daranno una mano con i fondi e le attrezzature tecniche».

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