Reggio Emilia, studenti vandali alla festa di fine anno
Prima della maturità, cena delle quinte del “Bus Pascal” all’agriturismo. La Prateria: lanciate sedie, pali e bottiglie nel lago contro i cigni
REGGIO EMILIA. Sedie di plastica trascinate, pali segnaletici divelti, separé di stoffa e legno strappati e calpestati, perfino bottiglie di Coca Cola lanciate contro i cigni, uno dei quali è rimasto offeso. Doveva essere un’allegra festa di fine anno scolastico, si è conclusa – a causa di una decina di ubriachi su un centinaio di studenti – con un tiro al bersaglio di dubbio gusto nell’acqua del laghetto.
A segnalare gli atti vandalici subìti è Flavio Bursi, titolare dell’agriturismo “La Prateria” in via Cigarini a Bagno che, grazie all’ampio giardino con laghetto, è tra le location preferita per ricevimenti, matrimoni e feste studentesche. E che non è nuovo a questi atti vandalici: «Ho vissuto altre situazioni limite con gli studenti, l’ultima volta il 14 febbraio scorso per San Valentino. Stavolta non ho fatto denuncia perché in passato è stato del tutto inutile».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13596181:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/06/04/fotogalleria/scuola-cena-di-fine-anno-gli-studenti-devastano-il-locale-1.13596181]]
Giovedì scorso le classi quinte del “Bus Pascal” – un centinaio di alunni maggiorenni – avevano stipulato l’affitto della struttura con catering (costo 500 euro) per la serata pre-maturità. «Sono sempre presente per sorvegliare, soprattutto quando si tratta di ragazzi. All’inizio è andato tutto bene, anzi mi avevano stupito per il loro comportamento sobrio e tranquillo - racconta Bursi - ma a mezzanotte una decina di studenti che aveva bevuto un po’ troppo si è scatenata e ha cominciato a lanciare nell’acqua qualsiasi oggetto».
Intuendo che la musica ad alto volume fomentava l’euforia, il titolare prima ha fatto abbassare il volume della musica e ha richiamato i facinorosi. Quindi, «visto che continuavano con questi gesti vandalici, ho spento del tutto la musica e li ho invitati ad andarsene via: la festa era finita. Alcuni continuavano a trascinarsi dietro gli oggetti, ma io avevo già cominciato a rassettare. La festa è finita male, ma per fortuna non ci sono stati feriti».
Ieri mattina, il titolare stava ancora raccogliendo i cocci di vetro in mezzo alla ghiaia e ripescando gli oggetti dal lago, trasformato in immondezzaio. Bursi sottolinea un altro aspetto: «Dieci su cento sono pochi, ma quello che mi ha colpito è che gli altri ridevano, rimanevano indifferenti o facevano selfie e video: hanno i telefonini pieni di queste imprese, ma nessun coetaneo ha cercato di fermarli. Tutti complici».
Il danno per il ristoratore è minimo, circa 500 euro. «Questo non importa, mi interessa l’aspetto morale. Dopo 15 anni di scuola è questo il risultato? Alcuni genitori sono venuti a prendere i figli, ma la stragrande maggioranza era automunita. E questa è un’altra preoccupazione. Siamo a un chilometro dalla via Emilia: quando alle 4 ho sentito delle ambulanze a sirene spiegate ho temuto che qualche ragazzo che era qui avesse fatto un incidente».
«Ai ragazzi e ai genitori, perché siamo tutti genitori - conclude Bursi - voglio dire: tutti bocciati nella vita. Almeno per adesso».
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