Gazzetta di Reggio

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CISL EMILIA CENTRALE

Un patto contro la disoccupazione

Ballotta: «Nel Reggiano bisogna puntare sul manifatturiero»

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REGGIO EMILIA. Un patto per il lavoro provinciale a Reggio Emilia «per aggredire il blocco della disoccupazione», che registra oltre 30.000 disoccupati, il 5,4% della forza lavoro, con punte del 33% tra i giovani. Lo propone la Cisl Emilia Centrale chiedendo in primis alla provincia e al Comune capoluogo di attivarsi come «registi» e convocare un «tavolo provinciale per il lavoro che coinvolga tutta la società reggiana». Per il segretario generale della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta infatti, «a quasi un anno dall'approvazione del patto per il lavoro in regione è giunto il momento della sua declinazione sul territorio reggiano per conseguire gli obiettivi che ci siamo dati con l'ente regionale». In dettaglio, prosegue il segretario, il patto prevede «l'impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale». Sui settori da cui partire risponde invece Andrea Sirianni, segretario con delega alle politiche per industria e welfare: «Certamente dal manifatturiero perché continua a dare uno straordinario contributo al Pil (il 25%), perché vale sino all'80% dell'export (al pari dei lander tedeschi) e perché il tasso di occupazione in questo settore è di 10 punti sopra il dato medio del 55%». Inoltre «se dopo la crisi una serie di imprese leader ha innovato e cambiato gli stessi distretti, ora resta il problema delle dimensioni troppo contenute delle aziende». «Reggio Emilia - continua - è un territorio di grandi potenzialità e deve ora fare proprio il documento regionale per lo sviluppo, forte delle proprie specificità».

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