Il vice prefetto Cogode lascia Reggio dopo 5 anni
E’ stata destinata alla Prefettura di Bologna dove ricoprirà il ruolo di vicario «Felice per la promozione ma anche perché non mi allontano troppo da qui»
REGGIO EMILIA. Il vice prefetto vicario Adriana Cogode lascia Reggio. A cinque anni dal suo arrivo, il 4 agosto 2010 dalla Prefettura di Messina, è stata destinata a Bologna dove ricoprirà lo stesso ruolo di vicario. Una partenza non indolore per la città. Adriana Cogode ha infatti dato prova di grandi capacità nella gestione delle “sfide" lasciate suo malgrado aperte da Antonella De Miro, il prefetto che più di tutti ha contribuito a sollevare il coperchio sulle infiltrazioni mafiose nel Reggiano. E con il prefetto De Miro per anni ha collaborato strettamente e proficuamente in quel percorso fortemente segnato dall’introduzione delle interdittive e della “white list”. Nel settembre 2014 abbiamo salutato il prefetto Antonella De Miro, nel luglio 2015 il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Zito, è alle porte il trasferimento del presidente del tribunale Francesco Caruso così come è già fissata la partenza di Adriana Cogode. Nomi accomunati da un impegno contro le mafie che partito dalla Prefettura di Reggio è sfociato giuridicamente nell’apertura dell’inchiesta Aemilia e in quel maxi processo di cui scriveremo, le leggeremo, ancora a lungo.
Dottoressa Cogode, come affronta questa partenza?
«Ho accolto con soddisfazione il nuovo incarico a Bologna da un lato perché rappresenta professionalmente una promozione e, dall’altro, perché mi consente di rimanere nell’ambito di un territorio che mi ha dato moltissimo».
Cinque anni, quelli che ha trascorso a Reggio, sicuramente densi di esperienze.
«Amo, ovunque io vada, creare relazioni. E in questa città, sia dal punto di vista professionale che amicale, non potevo trovarmi meglio. Certo, in questi casi è difficile dire il contrario, ma francamente è la verità. In Prefettura a Reggio ho trovato una struttura difficilmente ripetibile. Dal punto di vista professionale e umano, e non è poco, mi sono da subito trovata in sintonia. Prima con il prefetto Antonello De Miro, poi con il prefetto Raffaele Ruberto, l’intesa è stata totale. Ma mi sono anche trovata in sintonia con Reggio e con i reggiani. Al punto che già da ora ci stiamo organizzando per non perderci di vista... Alla fine Bologna non è così lontana».
C’è una data per il suo definitivo trasloco?
«Ancora no. E mi sento di dire che la partenza non è prevista nell’immediatezza. Anche perché bisognerà prima procedere alla nomina del nuovo vicario qui a Reggio. Dipendiamo dalle tempistiche del Ministero».
Inevitabile mettere in fila una serie di addii...
«Ed è inevitabile parlare di stagioni ma anche di casualità. A Reggio, dico la verità, pensavo di rimanere molto meno»
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