Maxi incendio distrugge mille rotoballe
Novellara, devastato pure il tetto in eternit. Pompieri impegnati 24 ore. Salsi (Cila): «I danni? 70 mila euro solo per il fieno»
NOVELLARA. Alte fiammate, scintille (provocate dalle lamiere di eternit) e colonne di fumo nero sono state ben visibili per l’intera nottata anche da Reggio Emilia, a svariati chilometri dal luogo del maxi-incendio avvenuto in via Boschi a Novellara, non lontano dall’impianto Sabar. Il rogo di grosse proporzioni, proseguito per tutta la notte, ha avviluppato e distrutto oltre mille rotoballe depositate in un fienile della Cila, la cooperativa intercomunale lavoratori agricoli che produce e commercializza latte, carne e salumi bovini.
L’allarme è stato lanciato venerdì verso le 22 da alcuni passanti della zona, stupiti dal fulgore delle fiamme. Sul posto la centrale del 115 ha inviato tre squadre e un’autobotte da Guastalla e Reggio Emilia, mentre mezz’ora dopo, avvisato per telefono, è accorso dalla sua abitazione il presidente della coop Cila, Graziano Salsi. «L’incendio era impressionante – racconta quest’ultimo – per fortuna il fienile si trova in un luogo isolato, lontano da abitazioni e allevamenti, perciò da questo punto di vista non si è corso nessun pericolo».
Il rogo si è sviluppato – si presume per autocombustione, ma gli esperti del 115 non si sbilanciano – nel deposito per il fieno, unica struttura del sito, dove erano stoccate oltre mille rotoballe, sia rotonde che quadrate.
Nella fase iniziale i pompieri hanno tentato di limitare l’ondata di fuoco; poi, vista la rapidità con la quale le fiamme si propagavano e constata l’impossibilità di poter contrastare efficacemente l’incendio, a un certo punto si sono limitati a fare da spettatori, lasciando che le fiamme divorassero il fieno e si consumassero da sole. Un processo lungo e spettacolare, che ha portato pian piano lo scheletro in ferro del fienile a crollare su se stesso, facendo svanire l’edificio e il suo contenuto nello spazio d’un mattino. Sul posto anche i carabinieri di Novellara.
Ieri verso mezzogiorno non rimaneva quasi più nulla: al posto del fienile, di forma rettangolare, aperto e alto diversi metri, c’era una massa fumosa e annerita, tenuta sotto controllo da una squadra di vigili del fuoco. I pompieri sono rimasti sul posto per oltre 24 ore per smassare il materiale, verificare che il fuoco non riattecchisse e mettere in sicurezza l’area.
Sui danni, Salsi azzarda una stima spannometrica: «Considerando che si tratta di cinque-settemila quintali di fieno, abbiamo perso 70mila euro solo di prodotto; senza contare la struttura, che è andata distrutta e che dovremo ripristinare. Per fortuna siamo assicurati e anche i proprietari di Mantova (il fondo da 200 ettari lo conduciamo noi in affitto) sono coperti dall’assicurazione».
E’ la prima volta che la coop Cila viene colpita da un incendio del genere. «Mesi fa avevamo avuto un piccolo rogo su un prodotto esterno, ma l’unico precedente che io ricordi, paragonabile per proporzioni a questo, si era verificato a Santa Vittoria oltre un decennio fa. Davvero non ci voleva».
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