Gazzetta di Reggio

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Torna a nuova vita lo storico quartiere della Gardenia

di Roberto Fontanili
Torna a nuova vita lo storico quartiere della Gardenia

Acer, proprietari privati e Comune di Reggio inaugurano i ristrutturati condomini di via Trento Trieste e via Piccinini

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REGGIO EMILIA. Essere quasi centenari e tornare a nuova vita diventando un piccolo quartiere laboratorio in cui convivono proprietà pubblica e proprietari privati, anziani soli, famiglie con bambini, italiani e cittadini immigrati. È quanto sta accadendo nei due palazzoni costruiti intorno agli anni ’20 in via Trento Trieste e via Piccinini.

L’Acer, proprietaria di un centinaio di alloggi, in accordo con i 41 proprietari privati, ha ristrutturato due stabili con il rifacimento di tetto, balconi, tinteggiatura delle facciate e centralizzazione delle antenne paraboliche. Un intervento, come ha detto il vice sindaco Matteo Sassi «che ha restituito alla città un patrimonio storico e culturale che rischiava l’inarrestabile degrado».

Sono stati necessari due milioni di euro e due anni di lavori per ridare dignità ad alcuni immobili che compongono i condomini Gardenia e Camelia, in gran parte occupati. Alcuni altri alloggi di proprietà di Acer sono ancora in fase di ristrutturazione prima di essere assegnati a nuovi inquilini.

Una piccola boccata di ossigeno per far fronte alla grande richiesta di alloggi pubblici che vede una graduatoria da alcuni anni stabilmente ferma a circa 900 richiedenti e nella quale, ha aggiunto Sassi, «convivono famiglie assistite dai servizi sociali e altre che non hanno un reddito sufficiente per accedere agli affitti correnti sul mercato».

Ma quegli imponenti caseggiati, inaugurati nel giugno del 1923, «sono un punto di integrazione e fanno convivere generazioni, razze e religioni diverse», ha sottolineato il presidente di Acer Marco Corradi, rivendicando la scelta di continuare quel mix sociale nell’assegnazione degli alloggi pubblici che ha portato nel giro di cinque anni a evitare la creazione di ghetti come era accaduto in passato. Un ruolo non secondario in questo percorso di integrazione che ha portato proprietà pubblica e privata a investire insieme per ristrutturare gli immobili, restituendo anche un maggior valore di mercato, è stata, hanno riconosciuto il vice sindaco e il presidente di Acer, «la presenza della Filef, che in quegli stabili ha la propria sede dal 1998». La federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie, dall’assistenza agli emigrati oggi è passata ad assistere i cittadini extracomunitari. Il presidente Filef Laura Salsi ha rimarcato come «i corsi di italiano servano per insegnare la nostra lingua, ma siano anche lezioni di educazione civica per far comprendere che esistono diritti e doveri. Compreso quello di mantenere in maniera dignitosa e adeguata gli immobili appena ristrutturati grazie ai fondi del Comune e ai finanziamenti della Regione e all’investimento dei privati».

Nel pomeriggio poi la giornata inaugurale è culminata con la Festa dei Vicini che ha visto riunirsi negli spazi comuni buona parte dei condomini.

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