Case popolari, in arrivo le norme anti furbetti
Oggi in consiglio il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione degli alloggi Il vicesindaco Sassi: «Si stringono le maglie e si lavora sull’efficienza del sistema»
REGGIO EMILIA. Divieto per gli assegnatari che sono stati sfrattati per morosità di ripresentare domanda per due anni dalla data dello sfratto e comunque fino all’estinzione del debito. Esclusione dalla graduatoria per 24 mesi di chi ha rifiutato per la seconda volta l’assegnazione dell’alloggio. E divieto per gli occupanti abusivi di ripresentare domanda per 10 anni dalla data del rilascio dell’alloggio occupato abusivamente.
Sono alcune modifiche al regolamento per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica che passerà oggi al vaglio del voto in Sala Tricolore. Un documento che recepisce le principali novità introdotte recentemente dalla nuova normativa regionale in materia, dando il via ad una rivoluzione in termini sulle regole di assegnazione degli oltre 2.300 alloggi pubblici presenti in città.
Tre gli obiettivi principali del nuovo regolamento: oltre all’adeguamento alla normativa regionale, anche una ridefinizione del rapporto tra assegnazioni ed emergenza abitativa e un contenimento delle spese di ripristino degli alloggi attraverso una razionalizzazione dell’utilizzo del patrimonio edilizio.
«La normativa regionale su alcuni punti non lascia spazi di autonomia agli enti locali. Su altri, invece, conserva un livello di discrezionalità territoriale – commenta Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al Welfare – Da un punto di vista politico nella proposta di regolamento abbiamo confermato l’impianto del 2011, con alcune scelte che vengono rafforzate. Abbiamo ad esempio confermato nelle assegnazioni la centralità delle famiglie con minori: una scelta fatta cinque anni fa che ha dato esiti apprezzabili. Inoltre riduciamo il peso delle cosiddette “condizioni soggettive” che rendono facile eludere la normativa. Sicuramente nel nuovo regolamento ci sono meno spazi per chi vuole raggirare norme. Sono misure che stringono le maglie e lavorano sull’efficienza dell’intero sistema».
Un giro di vite che – come recepito dalla normativa regionale – interesserà soprattutto chi rifiuterà l’alloggio per due volte, chi verrà sfrattato per morosità e chi occuperà abusivamente gli appartamenti. Ma anche coloro che usano “espedienti” per guadagnare posizioni in graduatoria. Come le famiglie che si dichiarano monogenitoriali ma che, in realtà, di fatto non lo sono. Su quest’ultima categoria, ci saranno maggiori verifiche in collaborazione con i servizi sociali, che valuteranno la presenza di progetti familiari tali da consentire il massimo del punteggio concesso per questa voce. «Spesso queste famiglie monogenitoriali di fatto non lo erano, ma erano formate da presenze “non visibili” – aggiunge Sassi – È per questo che a questa condizione soggettiva abbiamo ancorato anche una valutazione della condizione oggettiva di fragilità economica, affidandola al servizio sociale per attribuire effettivamente i giusti punteggi. Si tratta di una norma a garanzia dell’equità complessiva del regolamento. Ai controlli formali introdurremo anche quelli sostanziali». Ma non ci sarà solo una stretta nelle assegnazioni. Il nuovo regolamento, infatti, affronta anche il problema dell’emergenza abitativa, cui sono destinati 150 appartamenti pubblici, con l’obiettivo di ampliare la dotazione fino a raggiungere il 6% del totale degli alloggi. «Non ci saranno più alloggi destinati a priori all’emergenza, ma l’assegnazione sarà più fluida, con una sorta di rotazione, per evitare i traslochi alle famiglie che li abitano. In questo modo si evitano spese di ripristino, che riguardano in media 20 alloggi all’anno, con un risparmio di almeno 70-80 mila euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
